NIGHTSLUG – Loathe

 
Gruppo: Nightslug
Titolo: Loathe
Anno: 2015
Provenienza: Germania
Etichetta: Lost Pilgrim Records
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TRACKLIST

  1. Vile Pigs
  2. Loathe
  3. The Thrill Is Gone: Repulsion
  4. Under A Bane
  5. Desease
  6. Pure
  7. Tainted Throne
DURATA: 31:51
 

Cercherò di essere il più tecnico possibile: "Loathe" è un disco della madonna. O della Madonna, se siete credenti (e spero non lo siate). Sicuramente non di Madonna, ma qui ci si perderebbe in un guazzabuglio lessicale che è preferibile evitare in questa sede. Creare un disco sludge che abbia un reale differenziale qualitativo dalla marea di uscite degli ultimi anni rasenta l'impossibile, eppure i Nightslug — trio proveniente da Dusseldorf — ci sono andati pericolosamente vicini. E non è un differenziale legato alla qualità dei riff o ad aspetti innovativi della proposta musicale, bensì all'attitudine punk, alla violenza del sound e al clamoroso muro di suono che fanno emergere dalle casse anche quando sono settate a volumi insignificanti.

L'apertura "Vile Pigs" inaugura il disco con un basso graffiante su cui non tarda a sovrapporsi la chitarra, la partitura è semplice e lineare eppure granitica e convincente allo stesso tempo. Grazie al suo catatonico mid-tempo, l'ascoltatore ha tutto il tempo per accorgersi dell'ottimo lavoro svolto in fase di missaggio e produzione: strumenti graffianti e suoni spessi come le mura di una fortezza. In seconda battuta arriva "Loathe" a dare ritmo al disco, brano ricco di riferimenti puramente stoner (Kyuss su tutti), che con la sua ritmica incalzante funge da giusto contrappeso al successivo "The Thrill Is Gone: Repulsion", dalle atmosfere decisamente doom e funeree.

"Under A Bane" mostra l'anima più punk e casinara del terzetto di Dusseldorf, un up-tempo sgangherato e graffiante che — come per la coppia di brani precedente — ricopre il ruolo di contraltare al pezzo che segue. "Desease" è sludge di altissimo livello, in cui la scuola Electric Wizard si sente con tutta la sua forza durante gli otto minuti che lo compongono, emergendo in modo evidente nel riffing possente e nelle chitarre scordate a puntino. "Tainted Throne" chiude infine il disco, preceduta dall'interlocutoria "Pure" (rumori e grida fondamentalmente), mettendo in scena gli ultimi cinque minuti di sano sludge: il riff portante non sarà il più originale mai sentito, ma glielo si perdona ai Nightslug, poiché "Loathe" vince nella resa complessiva, nella palude sonora creata grazie a un sound grezzo e primitivo. In fondo non è di certo l'originalità nel riffing che si cerca quando si approccia un'opera di questo tipo.

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