NIGHTWARD – Adrenaline 12

NIGHTWARD – Adrenaline 12

Informazioni
Gruppo: Nightward
Anno: 2008
Etichetta: Rising Works
Contatti: http://www.myspace.com/nightward
Autore: Mourning

Tracklist:
1. White Venice
2. Aguirre
3. Bond Girls Are Forever
4. Doctor S
5. The Ghost In Room 7
6. Goodnight Aphrodite
7. Infidelity (A Buried P.O.V.)
8. Las Vegas
9. OnLine Seduction For Dummies
10. Bokor N

DURATA: 50:01

NIGHTWARD - Adrenaline 12 Quello che si spaccia per melodic death e poi è in realtà metalcore non è proprio di mio pieno gradimento, c’è da dire che come accade per ogni settore della musica vi sono poi act di valore che riescono nell’intento di coinvolgere e altri da evitare come la peste o da consigliare solo al peggiore dei vostri nemici.

I nostrani Nightward dopo essersi fatti la cosiddetta “gavetta” per oltre una decade danno alla luce il debutto “Adrenaline 12” nel 2008 sotto la Rising Works dell’ex Labyrinth Frank Andiver.
Non vi aspettate innovazioni perché quello che si presenta all’orecchio è una miscela già abbastanza conosciuta richiamante lo stile svedese di act quali In Flames e Dark Tranquillity nelle loro mutazioni post periodo death condite da venature industrial e un’attitudine catchy che dona una maggiore fruibilità dal punto di vista commerciale.
Premesso che non credo che tali scelte siano legate alla voglia di vendere ma piuttosto al gusto personale, la formazione si presenta con una tracklist energica che in “Aguirre” trae ispirazione da “Blood And Thunder” dei Mastodon, con “Bond Girls Are Forever” (e vorrei ben vedere viste le donne scelte per tale ruolo) e “Online Seduction For Dummies” riesce poi a centrare l’obbiettivo, non solo per il coinvolgimento trasmesso ma per le buone strutture e nella seconda per l’enfasi che la voce femminile riesce ad aggiungere come tocco inaspettato, tutti elementi questi che avrebbero già tenuto a galla il lavoro.
Se si mettono sul piatto anche un paio di episodi seppur di poco superiori alle media come l’opener “White Venice” forte di un ritornello canticchiabile, “Goodnight Aphrodite” con le sue venature gotiche e la badilata di “Las Vegas”, tirando le somme il risultato è più che soddisfacente.
I fattori che ne rendono in alcuni frangenti deficitario il valore sono: le linee vocali scontate quasi pre-impostate, la voce c’è ma le dinamiche sono strasentite, l’uso moderato dell’elettronica che per com’è stata assegnata all’interno delle canzoni con un maggior carico avrebbe influito probabilmente in positivo e la produzione.
Le chitarre godono di un sound ruvido non male e nel complessivo non ci sarebbero grosse lamentale da riporre se il basso esistesse, purtroppo viene praticamente dimenticato il che, non può passare inosservato.
“Adrenaline 12” è quindi un album sufficiente ma che denota come ci siano da rivedere ancora un po’ di punti per inquadrare il bersaglio a dovere, la proposta si relega così ad ascolto esclusivo degli sfegatati del genere.

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