NIHIL OBSTAT – Disintegration

NIHIL OBSTAT – Disintegration

Informazioni
Gruppo: Nihil Obstat
Anno: 2010
Etichetta: Gormageddon Productions
Contatti: www.myspace.com/nihilobstatmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Inception (An Imitation Of Life)
2. Deconstructive Theory
3. Monolith Of Life (Confinement Of The Flesh)
4. Disintegration (Chronic Biological Disfunction)
5. Threshold
6. Turbulence Of Primary Forces
7. Unleash The Anger
8. Misanthropic Dysfunction
9. Vexated Syndrome (Nature Of The Matter)
10.Irrationality
11.Of Equations And Things (T.D.E.B.C.S.)

DURATA: 31:18

NIHIL OBSTAT - Disintegration Sud America e marciume? Un connubio vecchio ormai quanto la parola Metal, inutile dire che qualsiasi sia lo stile le band provenienti da quella zona hanno la qualità di saper trarre il lato più rozzo e malsano riportandolo nelle note suonate, c’è a chi riesce meglio, a chi peggio ma la solfa è ormai conosciuta.
I Nihil Obstat fanno parte di quella scena, sono colombiani e dopo una lunga pausa durata sei anni, dopo aver pubblicato un debutto nel 2004 “Inherited Primitive Behaviors” sotto la Goregiastic Records, rientrano in carreggiata in questo 2010 con un nuovo disco dal titolo “Disintegration” supportati in questa ripresa dei lavori dalla Gormageddon Productions.
Undici brani per poco più di trenta minuti complessivi fanno intendere che difficilmente si soffermeranno a studiare soluzioni dove ghirigori e arzigogolature varie possano fare la loro comparsa, spingono e lo fanno dannatamente inserendo nel death metal proposto una dose sostanziale di grind-attitude che porta alla mente il nome dei Dying Fetus sorretti ancora a distanza di due decadi dalla colonna storica John Gallagher e che in “Irrationality” vien fuori prepotentemente.
Certo è che eguagliano gli standard di molti act di ultima generazione di casa Sevared e Unique Leader, non aggiungono nulla di nuovo in un genere estremizzato stracolmo di cloni, canzoni come “Inception (An Imitation Of Life)”, “Turbulence Of Primary Forces”, “Unleash The Anger” o un’altra qualsiasi del lotto si fanno ascoltare e come tanti altri album da una botta e poco più nello stereo non dispiacciono, è sul fattore longevità che i miei dubbi aumentano.
Sì la band suona bene, è incassata a dovere, buona la prova del cantante Andrés Felipe Bonilla che fra strilli, pig squeal più o meno accennati, growl e chi più ne ha ne infili si diletta a rovesciare grezzume sull’ascoltatore, stessa cosa vale per lo stile del riffato composto da David Santos e Germán Ramirez “Mancho” old-oriented al cospetto di certe, ehm, pacchianate odierne con il secondo musicista citato che si occupa anche di fornire le linee di basso d’accompagnamento alla batteria di Juan Camilo Delgado.
Se formalmente il drummer non ha granché da farsi perdonare, di sicuro non è aiutato da una produzione che gli appioppa un suono in certi frangenti quasi fastidioso e tirando le somme fra pro e contro non si va oltre un già sentito e ripetuto più e più volte negli ultimi anni seppur piacevole.
Se siete degli sfegatati del filone brutal, “Disintegration” vi risulterà come l’ennesimo album gradevole da godersi ogni tanto in compagnia di qualche amico con scapocciata annessa, se al contrario siete alla ricerca di roba più ricercata e complessa dovete mirare decisamente verso altri lidi.

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