Nihïlanth - Graceless Planet

NIHÏLANTH – Graceless Planet

Gruppo:Nihïlanth
Titolo:Graceless Planet
Anno:2021
Provenienza:Francia
Etichetta:Great Dane Records
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TRACKLIST

  1. Le Désosseur De Cadavres
  2. Endless Red Stream
  3. Inversion Of Values
  4. A Promontory Of Pain
  5. The Cairn
  6. Shared Minds
  7. Entity
  8. Visions Of Al-Hazred
DURATA:34:06

Pur non essendo costante sul fronte qualitativo, Great Dane ci ha abituati a un certo standard di pubblicazioni dal punto di vista stilistico. La passione viscerale dell’etichetta d’Oltralpe per il metallo della morte è lampante a ogni sua pubblicazione e Graceless Planet non devia da questa traiettoria. Il debutto sulla lunga distanza dei parigini Nihïlanth, infatti, dà eco alle manifestazioni più squisitamente novantiane del death metal, tenendo alto lo stendardo dell’old school con passione bruciante.

Le coordinate del disco si inquadrano con estrema facilità, quasi la stessa con cui il parto dei Nihïlanth esce e rientra nell’impianto. Come messo nero su bianco dalla stessa etichetta su Bandcamp, i riferimenti dei francesi sono tanto americani (Malevolent Creation, Morbid Angel, Disincarnate, Suffocation, Monstrosity, Death) quanto nord europei (Entombed, Grave, Carnage, Dismember, Opeth), un mix inequivocabilmente violento al quale i Nostri aggiungono spruzzate di Carcass e Bolt Thrower, creando un amalgama compatto e sgraziato pronto a prendere a schiaffi in faccia l’ascoltatore ignaro e a indurre un attacco di scapoccio acuto in quello più preparato.

Al netto di quelle che possono essere le indicazioni di genere, ora, possiamo scendere nei dettagli. Il pianeta sgraziato su cui i Nihïlanth hanno costruito il loro campo base è molto standard: Graceless Planet non riserva particolari sorprese, né compositive né realizzative, eppure riesce a farsi apprezzare senza troppi problemi. Se da un lato il cantato di Antoine Hasday (Samarkand) è un po’ troppo grezzo e potrebbe spiacere all’orecchio di qualcuno, la batteria di Thomas Hennequin (tra le altre cose membro live degli Osculum Infame ed ex Aosoth) è una vera gioia. La mezz’ora totale di affronti al buon costume messa in piedi dalla band, come anticipato, scorre con facilità sorprendente; il merito è senza dubbio delle ritmiche indovinate di batteria, ma anche del basso di chiara ispirazione digiorgiana e dei riff zozzi e arroganti delle chitarre che, anche in acustico nella strumentale “The Cairn”, figlia illegittima dei Death e degli Opeth, sono capaci di sprigionare malessere a palate.

Insomma, Graceless Planet non sarà il disco della vita, tuttavia offre un degno assaggio delle intenzioni e delle potenzialità dei Nihïlanth. Se anche non ti farà cambiare idea sul death metal, magari potrà offrirti un po’ di stacco tra un (ri)ascolto e l’altro.

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