NITROVILLE – Can’t Stop What’s Comin

NITROVILLE – Can’t Stop What’s Comin

Informazioni
Gruppo: Nitroville
Titolo: Can’t Stop What’s Comin
Anno: 2011
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Tijuana Brothers Records
Contatti: www.myspace.com/nitroville
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cheating The Hangman
2. Let It Roll
3. Mississippi Wide Boy
4. Dust Devil
5. Cuts To The Bone
6. Twist In The Chain
7. Tell It Like It Is
8. Killing Kid
9. Bad Blood
10. Got What It Takes
11. Coming On Strong

DURATA: 46:43

E se Lemmy avesse ragione? Se l’alcol e l’eccesso da vita sconsideratamente vissuta fossero la formula adatta per la longevità e un phyisique du rôle invidiabile? Sarà che ogni tanto quel cicchetto di whisky non può mancare, sarà che la musica ti prende, sarà che quando ascolti certa musica l’accoppiata è quasi inevitabile, anche stando a casa alle volte uno si “stronca” di piacere senza rendersene neanche conto.
Il sound southern è uno di quelli che per il sottoscritto più attirano questa vena da “saloon”, note di rock fortemente inclini alle striature blues e una dovuta dose alcolica vanno praticamente di pari passo, è infatti con un buona bottiglia che ho accompagnato l’ascolto di “Can’t Stop What’s Comin”, album di debutto della band inglese Nitroville.
La formazione è internazionale nel suono e nell’anima, la brava cantante Tola Lamont è anglo/scozzese, il chitarrista Kut-Michael Bock scozzese/tedesco, il bassista Fussi Andersen danese e il batterista Cyro Zuzi brasiliano (quest’ultimo a quanto pare non fa più parte della line-up sostituito da Dan Warren), questa combinazione di caratteri nazionali diversi si è trovata a proprio agio nel mettere insieme un platter che incarna appieno quel mood e possiede quei sapori classici degli U.S.A. del sud.
Immaginate il rock degli Steppenwolf, degli ZZ Top, qualche reminiscenza led zeppeliniana che in alcuni fraseggi acquistano metallicità e ritmo alla Ac/Dc, ogni traccia ha un suo perché, siano le prestazioni di Lola dietro il microfono a renderne intrigante l’esecuzione nella loro forma più “pulitina” come avviene in “Dust Devil”, “Twist In The Chain” e “Got What It Takes” quanto in quella più da rocker sostenuti da ritmiche che conquistano, a esempio “Cheating The Hangman” e “Tell It Like This”, siano il modo d’impostare il riffing di Boeck scuro e melancolico in “Missisipi Wide Boy” e gli assoli blueseggianti, vedasi quello contenuto in “Coming On Strong”, a prendervi, vedrete che “Can’t Stop What’s Comin” il suo effetto lo fa eccome. È un’ottima medicina per darsi una sveglia prima di un sabato sera da “devasto” o per chiuderlo in bellezza alzando un’ultima volta il bicchiere per la cosidetta “staffa”.
Non è un album perfetto, magari qualche movimento che fuoriuscisse dall’abusato mid-tempo avrebbe apportato giovamento alle dinamiche sin troppo statiche in alcuni frangenti e l’omogeneità compatta che lo caratterizza sarebbe potuta divenire un’arma a doppio taglio. Queste si rivelano sì come pecche che avrebbero potuto essere livellate ma nulla di comunque altamente lesivo per il trascorrere delle tracce, si parla di una prima prova, e i pregi al momento superano di gran lunga le sparute ombre.
I Nitroville hanno delle ottime carte da giocare e con “Can’t Stop What’s Comin” ci danno un’ulteriore conferma che il panorama rock è sempre più attivo e pronto a sfornare realtà dalle discrete qualità di base, se amate questo tipo di sound un ascolto a un disco simile non potete negarlo.

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