NOCTIFERUM – Serenades Of The Impure

 
Gruppo: Noctiferum
Titolo:  Serenades Of The Impure
Anno: 2009
Ristampa: 2012
Provenienza:  Austria
Etichetta: The Oath
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TRACKLIST

  1. When The Shadows
  2. Magnum Innominandum
  3. Serenade Of The Impure
  4. Darkest Sanctum
  5. The Orb Of Parasites
  6. De Mysteriis Dom Sathanas
DURATA: 38:40
 

Se siete nostri affezionati lettori saprete che Aristocrazia si interessa solo e soltanto alla musica, lasciando nella più totale indifferenza trovate commerciali di qualsivoglia genere, compilation e ristampe in primo luogo; tuttavia questa volta trattiamo proprio di una ristampa, contravvenendo alla regola con l'eccezione che la conferma.

"Serenades Of The Impure" è infatti un demo datato febbraio 2009, registrato tra il 2007 e il 2008 e composto addirittura nel 2006. I motivi per cui ne parliamo oggi sono presto detti: i Noctiferum, band di Vienna brillantemente dedita a un black metal fortemente influenzato dalla scuola svedese del fu Jon Nödtveidt, rilasciarono questa manciata di tracce, ad oggi ancora l'unica prova materiale delle capacità del gruppo, esclusivamente su nastro. Successivamente all'interno della formazione si sono avvicendati diversi cambi di lineup ed oggi, con i lavori per il primo disco in stato fortemente avanzato, la nostrana The Oath ha deciso di rendere finalmente reperibile su supporto ottico "Serenades Of The Impure". Alle cinque tracce originariamente presenti su cassetta, se ne è così aggiunta una sesta intitolata "De Mysteriis Dom Sathanas", di cui credo sia superflua qualsiasi spiegazione.

Venendo invece al succo del lavoro dei Noctiferum, come accennato è facile individuare nelle composizioni la matrice scandinava che ha reso famosi i Dissection prima e, soprattutto, i Watain e tutta l'orda di black "spirituale" poi, tanto per fare qualche facile riferimento. La titletrack è manifesto dell'ideologia degli austriaci: "I will not bow before your king / All my strenght for the malicious One". Se la novità non è certo di casa in questi brani, né a livello musicale né a livello concettuale, è pur vero che, anche cercando con il lanternino, la mancanza di spunti particolarmente originali è la sola ed unica pecca che può essere mossa alla formazione di Vienna. Dal punto di vista formale il disco è ineccepibile: composto bene, suonato bene, prodotto bene, curato in tutti i suoi dettagli, dall'artwork completamente rinnovato alle evocative immagini interne, ai suoni perfettamente in grado di rivaleggiare con le produzioni dei nomi di punta della scena, cui il trio austriaco, e musicalmente e professionalmente, non ha assolutamente nulla da invidiare.

Batteria triggerata dove necessario e sempre senza esagerare, chitarre piene e corpose, cantato sporco e lugubre perfettamente congeniale alle strutture sonore al di sotto, atmosfera impeccabile nel suo complesso. Un lavoro che ha tutte le carte in regola per essere apprezzato dai fruitori della scena. Nell'attesa dello sforzo sulla lunga distanza, che come detto, stando alle dichiarazioni del gruppo, dovrebbe essere in dirittura d'arrivo, lode a The Oath per aver reso di nuovo disponibile questo piccolo ma corposo lavoro che merita più di un'attenzione.

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