NORDLAND – Songs Of Regression

 
Gruppo: Nordland
Titolo: Songs Of Regression
Anno: 2015
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Metallic Media / Black Plague Records
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TRACKLIST

  1. The White Raven
  2. The Stone Spiral
  3. The Leaf
  4. The Sentinel
  5. The Flame
  6. The Cleansing
  7. The World Serpent
DURATA: 01:09:26
 

In questi ultimi anni grazie ad Aristocrazia ho avuto modo di ascoltare più e più band a me del tutto sconosciute e in alcuni casi di assistere alla loro maturazione. Fra queste vi erano anche i Nordland, progetto solista nato per volontà del polistrumentista Vorh.

È la terza volta che mi confronto con quanto prodotto da questo artista e per la terza occasione ne sono rimasto colpito e avviluppato. La sua musica primordiale e silvestre sembra proprio avere lo scopo di spogliare l'uomo dai folti strati di modernità, tecnologia e socializzazione di massa che lo ingabbiano, avvicinandolo a una forma naturale incontaminata. Ciò avviene nuovamente tramite l'utilizzo di un metodo compositivo rodato, in grado di coniugare una carica aggressiva a volte elementare e rude, altre dai sentori epici, a una elevata quantità di soluzioni atmosferiche. Così facendo, riesce in svariate occasioni a far percepire la presenza di quelle vivide e selvatiche sensazioni partorite nel periodo più sincero e puro del black metal; intendo l'arco temporale che va dalla conclusione degli anni Ottanta all'albeggiare dei Novanta.

Le caratteristiche sopra elencate fanno anche di questo "Songs Of Regression" un disco emotivamente impetuoso quanto aggraziato, capace sia di scuotere l'ascoltatore sia di attrarlo, avvalendosi di sonorità leggiadre e orecchiabili che ne vanno ad abbellire il corso, smussandone in certi frangenti le asperità. Tali sembianze mutevoli sono spigliatamente sfoggiate nelle traccia poste in apertura, "The White Raven" e "The Stone Spiral".

È impossibile negare che alcune delle realtà influenti per dar vita a questa creatura — già nominate all'interno delle recensioni passate e alle quali aggiungerei adesso echi degli Ulver che furono — siano state ideatrici di capolavori ineguagliabili per tanti motivi, dovendo sempre tener conto sia della data di uscita (e quindi del valore storico dell'opera) sia della prestazione artistica in sé. Mi viene però da pensare che Nordland sia un loro parente decisamente prossimo, una di quelle rivelazioni che ha intrapreso un sentiero battuto più volte ma ha dimostrato senza mezzi termini di possedere qualità e ispirazione ideali a realizzare un trittico di uscite difficilmente bypassabili per l'orecchio di chiunque abbia adorato — e continui a farlo — quegli artisti.

Attraverso "Song Of Regression", Vorh ha raggiunto una stabilità e una consapevolezza dei propri mezzi che decretano la sua definitiva e pervenuta maturazione. Vi suggerisco perciò caldamente di acquisirne i lavori.

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