NORDLAND – The True Cult Of The Earth

 
Gruppo: Nordland
Titolo: The True Cult Of The Earth
Anno: 2013
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Glorious North Productions
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TRACKLIST

  1. The Great Hall Of The Sky
  2. Dawn Calling Of Thunor
  3. Eithtelor
  4. Heathen Lands
  5. I Am The Winds Of The Earth
  6. A Mound to Lay My Bones Upon
  7. Crows
DURATA: 01:01:05
 

Gli anni passano, le grandi tradizioni restano e al giorno d'oggi avere la possibilità di ascoltare un disco Black Metal che permetta di respirare a pieni polmoni l'aria gelida del Nord Europa in fermento negli anni Ottanta e Novanta non è poi cosa così scontata. Tanti continuano a provarci, tuttavia a mio modo di vedere pochi ci riescono ancora e fra quei pochi trovo sia giusto inserire il progetto di Vorh chiamato Nordland. L'artista in questione era già passato su Aristocrazia al tempo della prima uscita eponima recensita proprio dal sottoscritto, è quindi con particolare piacere che mi accingo a scrivere del secondo capitolo discografico "The True Cult Of The Earth", che ne rappresenta una versione migliorata sotto tutti gli aspetti.

I suoni, le atmosfere e il cantato elaborati da Vorh si ricollegano idealmente a quanto prodotto da realtà quali Bathory, Enslaved, Immortal e in parte Satyricon. Si tratta di un vero e proprio tuffo nel passato, utilizzando sia il freddo abbraccio fornito da un riffato fortemente incline ad aumentare costantemente il proprio tasso atmosferico, sia ambientazioni pagano-epiche capaci d'immettere carattere e pregio all'interno di una trama compositiva di natura classica mai monotona, seppur alle volte corra il rischio di dilungarsi notevolmente; ciò avviene nel capitolo posto in apertura ("The Great Hall Of The Sky") e in quello situato a chiusura della scaletta ("Crows").

"The True Cult Of The Earth" è un lavoro intenso e ammaliante in cui è possibile apprezzare a più riprese le due facce di una realtà abile nell'affondare ruvidi colpi in velocità e impreziosire il proprio cammino con l'inserimento di orpelli (noterete il corno che dà il via a "Dwan Calling Of Thunor") e sezioni totalmente incentrate a esaltarne lo sviluppo strumentale (pregevole quella che si staglia centralmente in un'affascinante quanto desolante "I Am The Winds Of The Earth"). Il tutto favorito anche da una corretta scelta in fase di produzione che ne supporta sia la crudezza che la teatralità.

Se con "Nordland" eravamo dinanzi a una band che prometteva di realizzare qualcosa di ancor più degno in futuro, con questo secondo disco Vorh ha raggiunto in pieno l'obbiettivo: "The True Cult Of The Earth" è un'opera sanguigna ed emozionante, pronta a far breccia nel cuore dei nostalgici e degli appassionati del Black con la "B" maiuscola, pertanto ve la segnalo nella speranza che vogliate concedere a tale ascolto un po' del vostro tempo, ne sarete ben ricompensati.

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