NOTHGARD – Age Of Pandora

 
Gruppo: Nothgard
Titolo: Age Of Pandora
Anno: 2014
Provenienza: Germania
Etichetta: Trollzorn Records
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TRACKLIST

  1. Of Light And Shadow
  2. Age Of Pandora
  3. Blackended Seed
  4. Black Witch Venture
  5. In Blood Remained
  6. Anima
  7. Obey The King
  8. Wings Of Dawn
  9. Mossback Children
  10. No One Holds The Crown
DURATA: 49:12
 

Io e la voce harsh non siamo mai andati d'accordo. Sarà che i Children Of Bodom hanno sempre avuto su di me un effetto soporifero sul lungo tempo, ma quando ho sentito l'ottimo brano omonimo di questo "Age Of Pandora" dei Nothgard, ho lasciato crescere in me il dubbio: che sia la volta buona? Tra ritmiche serrate, tastiere orchestranti e l'immancabile voce estrema, ho preso una bella boccata d'aria e mi sono tuffato in questa avventura poco incline alle mie corde. Il risultato è… altalenante, o meglio — considerando la mia compatibilità con gli stilemi del genere — è quasi un successo.

Di fatto, "Age Of Pandora" è il secondo album dei Tedeschi: dopo una prima prova pagan-folk (come mi riferiscono dalla regia), questa nuova uscita decide di prendere una direzione totalmente diversa, quasi più ricercata, per definire una musicalità più complessa. A scanso di equivoci, non la definirei mai come una scopiazzatura dei Children Of Bodom, ma c'è da ammettere che i Nothgard ce la mettono tutta ("Blackended Seed" o "Wings Of Dawn", che sembra una "Bodom After Midnight" accelerata) per ricordare un po' quella tendenza ai motivetti fastidiosi dei Finlandesi. In ogni caso, con mia grande sorpresa il disco si riscopre quasi subito a percorrere binari molto meno serrati rispetto a quanto mi aspettavo: "Black Witch Venture", "Anima" e "No One Holds The Crown" (sette minuti di poema) sono tutti esempi che prendono le distanze da quel death metal melodico che mi aspettavo e che — al contrario — solo pochi brani vedono abbracciare. Non che sia un male, ma tra le premesse, le influenze folk degli inizi e quello che è realmente il prodotto finale ci si ritrova in mano un album fin troppo caotico, che stenta a trovare una forma propria e — conseguentemente — perde troppo facilmente l'attenzione dell'ascoltatore.

Per carità, il gruppo dimostra una buona qualità tecnica, soprattutto il comparto chitarristico, tuttavia la poca incisività e personalità compositiva ("In Blood Remained") non convincono appieno neanche dopo diversi ascolti. Dispiace un po' parlarne così, però i pochi momenti lucidi in cui i Nothgard provano a fare un passo in avanti (come "Obey The King", "Mossback Children" o la già citata "Age Of Pandora") vengono persi tra il mare di bodomiana insoddisfazione generale. Non è una bocciatura, ma il gruppo deve impegnarsi di più per brillare di luce propria, magari ripercorrendo la strada del passato e riprovando con quel tocco folk che — sotto sotto — non era neanche tanto male. Un sincero in bocca al lupo!

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