Notturno - Inside | Aristocrazia Webzine

NOTTURNO – Inside

Gruppo: Notturno
Titolo: Inside
Anno: 2023
Provenienza: Italia
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Peace
  2. Autumn Leaves
  3. Obsessions
  4. Once Again
  5. No Passion
DURATA: 36:53

A un anno dall’uscita dell’album di debutto Obsessions, i Notturno di Vittorio Sabelli e Kijel sono ritornati a infestare il nostro autunno con Inside, sempre con il supporto della fidata Hypnotic Dirge. Passato dal banco di missaggio di Stefan Traunmüller, il secondo lavoro sulla lunga distanza del mastermind di Dawn Of A Dark Age e della cantante e chitarrista degli Eyelessight è qui per regalare gioie ai suoi ascoltatori: le stesse offerte dai Cenobiti a chi risolve la Configurazione del Lamento.

Cinque tracce, poco più di trentacinque minuti di durata complessiva per una media di otto a brano, esclusa l’apripista “Peace” che resta sui due, sono il banchetto preparato da Vittorio e Kijel per gli insaziabili appassionati del necroromanticismo. Ad assisterli come batterista non è più il transalpino Sven dei Paydretz ma il nostrano Diego “Aeternus”, già in forze ai DOADA. A differenza di quanto ascoltato su Obsessions, stavolta i Notturno ci hanno riservato una sorpresa: un’ospitata tricolore che farà assolutamente piacere a chi è fan di un certo death-doom.

Partiamo col dire che Inside consolida la proposta dei Notturno precedentemente offerta con Obsessions. Dagli archi e tastiere di apertura ai blast e alle distorsioni successive, passando per i lamenti lacrimosi e gli scream disperati di Kijel, il progetto del duo si rivela ancora una volta riuscito appieno. L’alternanza delle chitarre classiche e dei clarinetti di Vittorio, poi, non fa altro che giocare a favore delle composizioni in scaletta, aggiungendo varietà a un doom-black altrimenti facilmente incline alla ripetitività.

“Autumn Leaves” e “Obsessions” (titolo casualmente interessante, vero?) ci presentano i Notturno in tutto il loro oscuro splendore. Lussureggianti, tetri, riflessivi: “No Passion” continua su queste direttrici, chiudendo il cerchio aperto mezz’ora prima — tra tastiere, chitarre classiche, riverberi e lacrime — con “Peace”. Senza eccessive divagazioni, ma con la stessa fedeltà alla malinconia con cui la band ha scelto il proprio nome. Il momento più alto dell’intero lotto, come anche il più diverso, è rappresentato da “Once Again”, su cui possiamo goderci l’ospitata di Davide Straccione degli Shores Of Null. Niente growl al limite del Tartaro, da parte sua, ma una prova canora degna dell’aggettivo strappalacrimestoria per un risultato finale da brividi.

Tra le svariate pubblicazioni firmate da Vittorio quest’anno, il ritorno di Notturno era tra quelle che aspettavo con maggior interesse. Innamorato della voce di Kijel da Athazagorafobia, stregato dagli arrangiamenti dei mille progetti di Sabelli, avevo pochi dubbi sulla riuscita di Inside: tutti fugati già dal primo ascolto.