NOVA – Il Ritorno

 
Gruppo: Nova
Titolo: Il Ritorno
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: ATMF
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TRACKLIST

  1. Sangue Di Corvo
  2. D'In Su La Vetta
  3. Legione Del Vento
  4. Ave Vittoria
  5. La Danza Delle Spade
  6. Inno Al Rogo
  7. Un Mondo Senza L'Uomo
  8. Rituale Dell'Orrenda Visione
  9. Il Ritorno
  10. Draco
  11. [senza titolo]
DURATA: 40:57
 

Disco bellicoso e irruente, "Il Ritorno" è destinato a risollevare gli animi dei nostalgici del black metal di casa Italia rimasti in parte orfani dopo la fine dell'esperienza della Black Metal Invitta Armata. L'orizzonte musicale di riferimento della neonata formazione dei Nova è proprio quello che fa capo a band quali Janvs e Spite Extreme Wing, le cui atmosfere spesso saranno rievocate nel corso dell'opera. Non si tratta tuttavia di una riproduzione manieristica, poiché i Nova, neonato gruppo di cui ancora non si conoscono i dettagli e prodotto dalla sempre attenta ATMF, mostrano di avere una forte personalità e una spiccata fascinazione verso la mitologia norrena, e di conseguenza verso le grandi band della scena viking che da sempre ne narra le vicende. Il black metal tutto italico che è matrice fondamentale del disco si tinge pertanto di pennellate pagan e folk, che regalano alla musica sfaccettature nuove e quantomai gradevoli.

L'avvio del disco è eccellente: "Sangue Di Corvo" è trascinante coi suoi blast beat, "D'In Su La Vetta" non nasconde nemmanco nel titolo un chiaro riferimento agli Spite Extreme Wing, mostrando al tempo stesso una venatura vagamente malinconica, mentre "Legione Del Vento" gode di un midtempo martellante e di un riffing lineare ma coinvolgente che mette in risalto il volto più pagan della band. "Ave Vittoria" meriterebbe invece un capitolo a parte: due minuti e venti di puro eroismo italico che non può lasciare indifferente chi è cresciuto a pane e "Kosmokrator"; il brano è una vera fucilata, non perde mai velocità e si scatena in un ritornello in cantato pulito (con il presumibile aiuto dell'autotune) semplice, tuttavia straordinariamente epico. L'acustica e medioevaleggiante "La Danza Delle Spade" è fondamentale per riprendere i sensi dopo l'overdose di superomismo di cui si ha appena avuto esperienza e tornare lucidi in vista della seconda parte del disco.

Da qui in poi, va detto, "Il Ritorno" si perde in qualche lungaggine di troppo e smarrisce una piccola dose del feroce furore che anima la prima parte della produzione. Nulla che impedisca comunque di godere dei movimenti ritmici e delle accelerazioni di "Un Mondo Senza L'Uomo", dei riff distesi e nostalgici de "Il Ritorno", dell'autorevole e poderosa traccia strumentale "Draco".

Una danza pagana senza titolo chiude un'opera che farà felici non solo chi sentiva la mancanza dell'Armata, ma anche gli amanti di black e viking a trecentosessanta gradi. Maneggiare materia dai connotati così fortemente delineati era compito arduo, ma il lavoro compositivo del gruppo s'è dimostrato ampiamente all'altezza. In ogni caso grande esordio.

Ave Vittoria.

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