NUKORE – Broken Hip? Hop On!

NUKORE – Broken Hip? Hop On!

Informazioni
Gruppo: Nukore
Titolo: Broke Hip? Hop On!
Anno: 2012
Provenienza: Spagna
Etichetta: Noisehead Records
Contatti: facebook.com/Nukore
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Sad Reward
3. Greedy Swine
4. Deadly Sins
5. Interlude 1
6. Rise Up
7. A. I. T. D
8. Love Song
9. Spechees Interlude
10. Insane
11. Genius In A Bottle
12. Sweet Nightmare
13. Interlude 2
14. Turn It Off
15. Don’T Waste My Time
16. Outro

DURATA: 42:02

Sono rimasto a dir poco perplesso dopo aver ascoltato il secondo album degli spagnoli Nukore: premetto che ho amato diverse band del movimento nu-metal e apprezzato le contaminazioni del mondo rap all’interno di quello metal in varie circostanze, ma l’unica cosa che ho è pensato dopo che “Broken Hip? Hop On” aveva terminato il suo corso è stata: e quindi?

Il disco suona “datato”, ok, i riferimenti a gente come i Limp Bizkit (guardate la cover e fate un po’ voi), Hed PE, Rage Against The Machine, Korn, P.O.D., Cypress Hill e via dicendo ci stanno, il punto è che questi nomi influenti, almeno quelli rimasti “artisticamente” in vita, si sono evoluti provando percorsi alternativi e puntando a una crescita della propria identità; nel caso dei musicisti baschi invece siamo di fronte a un lavoro scontato, nel quale “Intro”, “Outro” e i due “Interlude” servono solo ad aumentare il minutaggio. Le canzoni dal canto loro, pur non essendo neanche malvagie, lasciano un segno appena percettibile, penso a episodi come la quantomeno accattivante “Greedy Swine”, a “Rise Up” che ha un suo perché (magari inserita in un contesto da colonna sonora) alla quale segue la più aggressiva “A.I.T.D.”. Mi tocca comunque accantonare l’inutile ed esasperata estremizzazione di “Love Song” (che sa di Slipknot in versione scadente), si presenta invece in maniera migliore la più varia “Sweet Nightmare”, anche se la prova del cantante Aitor non è quasi mai convincente. Non c’è proprio nulla da fare, la sensazione di polveroso e stantio rimane costante, per non dire perenne.

Il disco ad ogni modo è ben prodotto, le idee per quanto arcinote troveranno l’ascoltatore ideale magari in qualche appassionato, per non dire “infognato”, del genere o in coloro che vivono per operazioni nostalgia di questo tipo. Parlo di quelli che negli Anni Novanta giravano col cappellino infilato in testa al contrario, facevano le piroette con lo skate e si trovavano a proprio agio solo all’interno di uno scenario che fa tanto, oppure troppo, U.S.A. Loro sì che potrebbero tenere in considerazione “Broken Hip? Hop On!” I restanti? Beh, potranno tranquillamente saltarlo a piè pari, dedicandosi al giardinaggio, alla raccolta del miele o a qualsiasi altra attività ritengano di maggior interesse. I Nukore? Sono per pochi, sì, veramente per pochi.

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