NULLA+ – Stornelli Distopici

NULLA+ – Stornelli Distopici

 
Gruppo: Nulla+
Titolo: Stornelli Distopici
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Symbol Of Domination Productions / Metal Throne Productions
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TRACKLIST

  1. Antidolorifico
  2. L'Unica Certezza Della Vita
  3. Negli Occhi
  4. Mammona
  5. Da Nuvola A Nuvola
  6. Il Vostro Senso Di Inferiorità Non È Sinonimo Di Disparità
  7. Loro Ti Possono Uccidere
  8. Un Uomo
  9. Una Donna
  10. Capire E Valutare
  11. In Ospedale Per L'Eternità
DURATA: 25:39
 

Affilato e pericoloso come un rasoio arrugginito, distruttivo e virulento come un'epidemia, amaro e cinico come la vita, gretto e disgustoso come la realtà che vuole raccontare: questo è il modo più completo — seppur minimale — per descrivere "Stornelli Distopici", primo lavoro in studio dei perugini Nulla+. Anzi, il minimalismo di cui sopra mi è imposto dal gruppo stesso, il quale descrive il proprio operato come un compendio di agnosticismo, secolarizzazione, pessimismo e regressione; non aspettatevi dunque elucubrazioni quantistiche o approfondite digressioni filosofiche, né nel disco né in questa recensione.

Venticinque minuti di violenza musicale che prende spunto principalmente dall'irrefrenabile psicopatia del Grindcore, sfiorando tanto la cupa e cruda efferatezza del Black Metal quanto rallentamenti dal vago retrogusto Sludge, fino ad accarezzare la furia rabbiosa e sarcasticamente nichilista di certo Hardcore nostrano; potremmo forse provare a immaginare una versione meno raffinata e più istintiva dei The Secret oppure fantasticare sugli Anaal Nathrakh che vent'anni fa provavano nella cantina di Irrumator, ma in realtà nemmeno questi paragoni spiegherebbero la musica dei Nostri.

Questo disco rivendica infatti influenze da ogni angolo dell'estremismo musicale più belluino, non appartenendo tuttavia effettivamente a nulla, diventando di conseguenza un accurato riflesso di se stesso, un reietto che compone cruente autocritiche senza conoscerne il motivo o il significato, ma soltanto perché prova soddisfazione nel farlo; proprio come una bestia fuggita dalla propria gabbia, che vaga famelica e senza scopo, attaccando e sbranando ogni cosa incontri sulla strada, non sempre perché ne ha bisogno, ma per mero piacere personale.

Ed ecco che già mi sono dilungato troppo nella descrizione di "Stornelli Distopici": un album che non è bello e non può piacere, che non vi farà sentire migliori o peggiori, ma che descriverà soltanto ciò che potrete vedere da soli, se poi avrete il coraggio di girare lo sguardo attorno a voi; insomma, un lavoro spiacevole, brutto e sporco, che però qualcuno deve pur fare.

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