NUMPH – Theories Of Light

 
Gruppo: Numph
Titolo: Theories Of Light
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Theories Of Light
  2. Jacob's Ladder
  3. Dust Of Souls
  4. In Dark Limbo
  5. Death And Rebirth
  6. Deep Impact
  7. Within The Core
  8. An Angel
DURATA: 50:21
 

Prima di tutto voglio chiedere scusa ai Numph: non tanto perché è passato tanto tempo da quando ho ricevuto il loro disco prima di poterne scrivere, ma perché "Theories Of Light" è in effetti una delle novità di quest'anno del panorama italiano che più delle altre avrebbe meritato un interesse immediato. Il quartetto di Massa Carrara, infatti, riesce a prendere alcune delle caratteristiche di due gruppi di grosso calibro quali Opeth e Tool, per mescolarle, sovvertirle e poi tirare fuori un suono che — al di là della qualità audio non proprio eccelsa — sa regalare momenti incantevoli.

Chiariamoci subito prima di creare confusione: non aspettatevi parti di cantato in growl (tranne che nella prima traccia) o soluzioni musicali schizofreniche. No, gli elementi che i Numph riadattano dai gruppi prima citati sono maggiormente quelli derivanti dal rock-blues e dalla psichedelia d'atmosfera, se così si può definire, che ha contraddistinto alcuni degli ultimi album del gruppo di Åkerfeldt. Mi piacerebbe poter dire che il brano di presentazione, il quale dà il nome al disco, sia un po' l'emblema del suono dei quattro, ma non sarei sufficientemente onesto. Proprio qualche traccia dopo infatti, con "Dust Of Souls", ci si perde in uno di quegli assoli di chitarra tanto malinconici ed espressivi che ricordano il gruppo svedese, e che i Numph (nella persona di Luca Giampietri) riescono a riproporre in maniera personale ed estremamente sentita. Non mancano semplici arpeggi accompagnati dalla leggera e calda voce di Marco Bartoli (come nella bellissima "An Angel"), né passaggi più complessi dal forte sapore di casa Tool (come già detto), o addirittura qualcosa di più facile ascolto con "Jacob's Ladder", in linea con i riff di Tremonti dei Creed.

Il fulcro del loro Progressive Metal, però, rimane sempre quello cullante di una voce in sottofondo, che accompagna un ritmo appena accennato, per poi esplodere nei momenti più concitati. Una scelta molto adatta anche alle tematiche del disco, il quale si può facilmente identificare come un concept album che parla della luce e dell'assenza di questa, sia da un punto di vista letterale sia metaforico (con "Death And Rebirth"). Non me ne vogliate se mi esce del poetico, ma è come se si ascoltasse cantare la luce stessa, fioca e impercettibile, o intensa e bruciante (come nella potente "Deep Impact"). L'obiettivo degli italiani comunque è quello di offrire un'esperienza inafferrabile tuttavia pregna di significato: "Theories Of Light" scorre via senza troppi problemi, nonostante la durata media degli otto brani si attesti sui sei o sette minuti, rapendo l'ascoltatore per buona parte delle canzoni presenti. A concludere abbiamo anche un'ottima confezione cartonata, composta da un'ispiratissima copertina e da disegni enigmatici, tutti in linea con il concept espresso.

In definitiva un ottimo lavoro di partenza per i Numph, a maggior ragione perché autoprodotto. I miei migliori complimenti e a risentirci presto!

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