NYDVIND – Sworn To The Elders

 
Gruppo: Nydvind
Titolo:  Sworn To The Elders
Anno: 2010
Provenienza:  Francia
Etichetta: Trollzorn Records
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TRACKLIST

  1. Gates To A Distant Path
  2. Son Of Fire
  3. To Enter The Realm Of The Ravenlord
  4. Sworn To The Elders
  5. Upon The Throne Of North
  6. Nordic Dawn
  7. Icewinds Unleashed
  8. The Godless
DURATA: 52:00
 

Vi è mai capitato di conoscere una band rimbalzando da una formazione all'altra? Ho ascoltato nel 2009 i dischi di Belenos e Valhôll, di lì sono arrivato ai Bran Barr e da quelli ho incrociato i Nydvind, quattro realtà interessanti seppur diverse fra loro.

Quest'ultimi, dopo uno scambio paio di messaggi sull'allora attivo Myspace, sono stati cosi gentili da farmi pervenire il secondo album "Sworn To The Elders", il primo dovrò recuperarlo in originale, ma non mi son fatto mancare l'ascolto per avere un minimo di confronto una volta inserito quello più recente nel lettore. Da quel che ho letto in giro e recepito parlando con amici, questa seconda uscita è stata alquanto sofferta, rimandata per un motivo e un altro dato che se ne parlava già nel 2008 ed è stato invece il 2010 l'anno fortunato con la Trollzorn a curarne il rilascio.

Il trio composto dal fondatore Richard (chitarra, voce, effetti), Nesh (basso, chitarra, voce, effetti) e Eric (batteria) ha cambiato leggermente le carte in tavola rispetto al debutto "Eternal Winter Domain" e i sette anni di distanza da un'opera all'altra credo abbiano influito. Per quanto i pezzi fossero pronti da tempo saranno stati rivisti e attualizzati con il passare del tempo. Quello che si nota in primis è il mantenimento del fattore epico e la struggente forma carica di pathos contenuta nel disco.

Dopo le atmosfere preparatorie di "Gates To A Distant Path" ricoprente il ruolo di apripista, è con la possente "Son Of Fire" che i Nydvind prendono posizione, la dualità vocale alterna uno scream black gracchiante a un clean maestoso e nel quale non posso negare d'aver udito echi del Grutle Kjelsson degli Enslaved più vichinghi, dei "Lupi" che furono, mentre l'impostazione fiera del riffing è supportata da ritmiche dinamiche e pronte nell'aumentare o diminuire il numero dei giri al motore per alimentare o affievolire le spinte pagane caratterizzate da una emotività imponente. Tale piglio e sostanza vengono confermati in blocco nella successiva "To Enter The Realm Of The Ravenlord", più animata e insidiosa.

Un percorso segnato dal tempo o per meglio dire dai tempi, è ancestrale la sensazione di ricordi tramandati di secolo in secolo evocati da "Sworn To The Elders" evoca, non amo tirar fuori il nome di Quorthon, ma è innegabile che il maestro svedese abbia marchiato a fuoco l'animo di chi s'accinge a suonare e a riversare la propria essenza in musica simile. La traccia è imperiosa e delicata, sognante e conquistatrice, senza alcun dubbio la canzone regina di un lavoro dalle grandi risorse.

Non è tanto questione di quanto sia folk o meno "Sworn To The Elders" perché il registro varierà in maniera sapiente di pezzo in pezzo, ve ne accorgerete nella successiva tripletta che vede "Upon The Throne Of North", "Nordic Dawn" e "Icewinds Unleashed" regalarci attimi intrisi maggiormente di aura annerita, digressioni acustiche intense e un impatto folkloristico in crescendo. È la natura che ci avvolge e domina, l'uomo è pur sempre un giocattolo nelle sue mani che se ne approfitta e poi ne paga le dure conseguenze con gl'interessi. Feeling, è questa la parola chiave, i Nydvind hanno concentrato il loro compito sul come mantenere vivo ed emotivamente attivo il feeling con le canzoni, non c'è durata estesa o meno che porti con sè intoppo, n'è riprova "The Godless", mastodontica chisura di un gioiellino, un vero e proprio gioiellino epico come pochi ne ho ascoltati di recente.

Se eravate rimasti affascinati delle atmosfere più scure al limite col richiamo di "Eternal Winter Domain" la vivacità e i bagliori di "Sworn To The Elders" potrebbero a primo impatto sorprendervi, andate oltre, è inutile che stia qui a parlarvi ancora di quanto sia valida la prestazione strumentale, di quanto sia fondamentale nella sua opera di evocazione il cantare di Richard, non sprecherò altra parola che non sia acquistatelo!

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