NYSEIUS – De Divinatione Daemonum

 
Gruppo: Nyseius
Titolo: De Divinatione Daemonum
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: ATMF
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TRACKLIST

  1. De Casu Diaboli
  2. Extinction Of The Seven Divine Spirits
  3. Job's Revelation
  4. Towards The True Light
  5. Lamention Prayers
  6. Finis Terra Sancta
  7. Possessor Of The Key To All Mysteries
  8. Manifestation Of The Celestial Entities
  9. Lucifer Contemplation
  10. Black God Ascension
DURATA: 66:17
 

Nel nuovo millennio la Francia è diventata — con le dovute proporzioni — la nuova Norvegia e non si contano i progetti black metal nati in terra transalpina negli ultimi quindici anni. Alcuni di essi sono diventati vere e proprie icone della scena black metal attuale, altri si sono persi in un enorme calderone di proposte senza motivo di essere ricordate. Calderone che i transalpini Nyseius — gruppo decisamente poco prolifico, ma attivo da oltre un decennio — cerca assolutamente di evitare. "De Divinatione Daemonum", secondo album della formazione parigina e seguito di "Militiae", se anche non riesce a metterla del tutto in salvo, le permette di tenere una gamba saldamente fuori dalla pentola e di essere inserita nell'elenco delle band da tenere sott'occhio negli anni a venire. In esso il trio presenta un black metal a cavallo fra tradizione scandinava e Deathspell Omega, con qualche pennellata depressiva a rendere ancor più greve l'atmosfera di certi brani.

La miscela si dimostra esplosiva in brani come "Extinction Of The Seven Divine Spirits" o "Finis Terra Sancta", nei quali accelerazioni lancinanti si intervallano a mid-tempo mefitici e asfissianti. Da segnalare anche la selvaggia e feroce "Manifestation Of The Three Celestial Entities" insieme alla conclusiva "Black God Ascension", in cui cinque minuti di violenza infernale lasciano spazio a un finale lento e malsano. Meno convincenti invece sono i brani in cui una sorta di monodimensionalità rischia di rendere meno accattivante il prodotto finale, esempi lampanti sono la lenta "Towards The True Light" e l'infinita "Possessor Of The Key To All Mysteries", infinita non tanto per la durata (sono molti gli episodi sopra gli otto minuti all'interno dell'opera), quanto per la devastante monotonia del riffing, talmente ripetitivo da fallire anche nel palese tentativo di donare una dimensione rituale al brano. Azzeccatissimo invece l'inserimento di un pezzo acustico e ambientale come "Lamention Prayers", che regala un breve intervallo mistico fra una distorsione e l'altra.

Qualche dissonanza un po' troppo artificiosa e forzata unita a una lunghezza eccessiva (oltre un'ora e sei minuti) non scalfiscono la bontà delle idee di fondo presenti in "De Divinatione Daemonum", fra i cui pregi vanno assolutamente inseriti la voce del cantante Daeloth — sempre carica e aggressiva come si addice a un disco di questo tipo — e un lavoro di qualità encomiabile in sede di missaggio e produzione: il sound è sempre violento senza essere banalmente lo-fi come spesso capita in questo tipo di uscite. Brava ATMF ad averli attesi per tutti questi anni.

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