Oakmord - We Were Always Alone

OAKMORD – We Were Always Alone

Gruppo:Oakmord
Titolo:We Were Always Alone
Anno:2020
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Wroth Emitter Productions
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. I Pray To Unforgiving Skies
  2. Dilution Of Pain
  3. Deliverance
  4. My Eyes Reflect Only My Death
DURATA:30:06

Prendo in mano la mia copia di We Were Always Alone, guardo il cielo uggioso sul quale si stagliano gli alberi della copertina, mi soffermo sul titolo e sul genere scelto: funeral doom, provenienza Helsinki, Uusimaa. Ma certo, e mi stupisco pure…

A voler essere precisi e pignoli, il progetto Oakmord nasce in Finlandia, certo, ma l’addetto alle pelli, Jürgen Fröhling, è tedesco. Lui e Sami Rautio, qui alle voci e al resto della strumentazione, si conoscevano già e avevano precedentemente collaborato in un altro gruppo doom-death, i My Shameful, sciolti nel 2015. Da allora i due erano andati ognuno per la propria strada, ma hanno deciso di riunirsi per creare una nuova band, più atmosferica e a tinte più cupe: senza passare da demo né EP, We Were Always Alone è stato inizialmente autoprodotto e ha visto la luce nel febbraio 2020 (l’edizione che ho tra le mani è invece dello scorso dicembre, curata da Wroth Emitter Prods), mentre le voci sullo strano virus scoperto in Cina iniziavano ad aumentare. Il lockdown ci ha costretto a restare soli e la situazione un anno dopo è spaventosamente simile, quindi direi che abbiamo la colonna sonora adatta.

We Were Always Alone è un album la cui durata rimane entro i trenta minuti, ciò non significa comunque che la sua carica malinconica abbia un peso minore, anzi al massimo diviene più facilmente fruibile e ci fa piangere con intensità ma moderatamente. I titoli scelti per i quattro brani parlano chiaro: dolore, morte, cieli sordi e muti ai quali rivolgiamo vanamente le nostre inascoltate preghiere. Inutile dire che i temi principali trattati, oltre al trapasso, sono la depressione e il suicidio. Purtroppo non ho avuto modo di reperire i testi, ma in questo caso la musica parla da sola e possiamo farne a meno.

Il disco è molto omogeneo e non riserva grosse sorprese, qua e là le tastiere fanno emergere passaggi più death-doom che ci riportano al passato condiviso di Sami e Jürgen (non credo sia un caso che la loro pagina Facebook sia Oakmord – ex My Shameful), specialmente nel brano d’apertura “I Pray To Unforgiving Skies”. Non esistono momenti di silenzio assoluto, ascoltando in cuffia saltano anzi all’orecchio chitarre in leggero feedback che possono risultare un po’ fastidiose ma creano innegabilmente un effetto sospeso e ininterrotto che si aggiunge alle atmosfere cupe. Forse We Were Always Alone avrebbe tratto giovamento da una missaggio migliore con suoni più ripuliti, tuttavia qui interviene una mera questione di scelte stilistiche, sulle quali non mi pronuncio oltre perché hanno indubbiamente senso nell’ottica complessiva di questo lavoro.

Non mancano infine elementi più elettronici e ambient, come ad esempio in “Deliverance” e la sua efficacissima intro a metà tra il parlato e il sussurrato, in cui la voce è comunque modificata in modo tale da risultare distante, robotica, come se provenisse da un punto che non siamo in grado di identificare.

Gli Oakmord volevano scrivere un disco funeral doom ed è esattamente ciò che hanno fatto, inserendo però anche elementi meno scontati o immediati: il lato ambient, quello elettronico (non prepotente ma presente) e quello death, che ci rimanda al progetto precedente dei due musicisti, si fondono egregiamente e ci offrono un risultato che non risulta affatto pesante. We Were Always Alone può essere ascoltato anche due, tre volte di fila, ed è perfetto per metterci in contatto con il nostro io più triste, specialmente in una giornata di pioggia. Provare per credere.

Facebook Comments