OBELYSKKH – White Lightnin’

 
Gruppo: Obelyskkh
Titolo:  White Lightnin'
Anno: 2012
Provenienza:  Germania
Etichetta: Exile On Mainstream Records
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TRACKLIST

  1. The Enochian Keys
  2. Elegy
  3. The White Lightning
  4. Mount Nysa
  5. Amphetamine Animal
  6. Abysmal Desert Cavern
  7. Invocation To The Old Ones
DURATA: 01:08:36
 

Adoro farmi sfondare il cervello da onde psichedeliche che fuoriescono da calderoni doom/stoner, questi ultimi anni sono stati letteralmente una manna dal cielo, infatti è stata partorita tanta di quella roba micidiale da abbattere una colonna di elefanti. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, è giunto sulla mia scrivania "White Lightnin'", secondo lavoro dei tedeschi Obelyskkh.

Si viene sfasciati ed elettrizzati, questi musicisti interpretano il genere con l'intenzione di renderne dipendente l'ascoltatore, è una vibrazione immensa e costante quella che si forma di passo in passo tra feedback, dimostrazioni ambientali caratterizzate da soundscape drone e una "monotonia" ciclica incantatrice. "Enochian Key", la traccia strumentale posta in apertura, sembra portare al collo un cartello con scritto: "se non sei in cerca di trip: cambia disco!".

Chi si attendesse le immense scanalature doom, una presenza vocale persistente o ritmiche varie si troverà spiazzato: "Elegy", dopo una partenza affine al più classico esempio del sound di tale matrice, si disperde in un cosmo fatto di chitarre che stridono, si ripetono e violentano l'atmosfera resa ancor più acida da una attitudine spacey simile a una collisione fra quel mondo e le sensazioni fangose prodotte da King Buzzo e soci; la titletrack invece pare galleggiare infinitamente in un oceano i cui colori sono smorti, gli assoli e l'ugola di A.D. apportano melodia al pezzo, affascinante, e i pensieri nel frattempo si sono dilatati e vanno diradandosi.

È uno stato di trance prolungato, è un rimanere in bilico tra la realtà e un viaggio che insistentemente sta radicando le sue scelte all'interno del cervello, questo è ciò che avviene percorrendo la tracklist. Intanto fa la sua apparizione "Mount Nysa", eccellente per incarnare le fantasie e le possibilità che vi si parano contro durante l'ascolto, con l'aggiunta di un riffone desertico sul finire che è davvero splendido.

Tocca quindi ad "Amphetamine Animal" stordire nuovamente l'ascoltatore e anche stavolta i Melvins ci mettono lo zampino per ciò che concerne il "leva e metti" delle chitarre, sembra di aver ingerito un camion di peyote in certi frangenti e il contrasto della voce incattivita è pari a una lama stridente che si fa breccia attraversando la nube psichedelica, incidendola chirurgicamente, è tutto molto bello, troppo bello.

Una sveglia ci giunge dalla corposa e animosa "Abysmal Desert Cavern" dove l'astio viene dapprima incamerato e successivamente pian piano rilasciato nell'etere ma è vana illusione, la rete che ci trattiene è ancora in questa dimensione priva di punti d'appoggio. In questa camera adimensionale riprende pieno possesso della scena con la mastodontica "Invocation To The Old Ones" nella quale troverete una canzone di circa quattro minuti "inscatolata" in una estesa sessione drone/ambient.

Il divertimento di metter su album come "White Lightnin'" sta nel dimenticare ciò che si ha attorno, nell'esserne totalmente rapiti e per far sì che ciò accada si deve dedicare assoluta attenzione al suo scorrere: ogni dettaglio, ogni suono che potrebbe sembrarvi insignificante diverrà utile alla vostra mente, assorbitene l'essenza da jam-session e la volontà impositiva. Gli Obeliskkh hanno prodotto un lavoro fantastico.

L'ospite Malte Siedel che presta la propria voce in "Mount Nysa" e "Invocation To The Old Ones", la produzione di Billy Anderson (uno che ha messo mano nei mondi di Neurosis, Sleep, Melvins, EyeHategod e High On Fire) e lo stupendo artwork evocativo, perfetto per inquadrare lo sconquasso emotivo capace di creare, sono le ciliegine sulla torta di un disco da avere.

La versione Lp non contiene "The Enochian Keys" e "Abysmal Desert Cavern", tuttavia viene fornito un codice per scaricarle e quindi poterne godere. Ho già detto che "White Lightnin'" è da avere? Sì? Beh, lo ripeto, comprate quest'album!

 

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