Obscura - Omnivium

OBSCURA – Omnivium

Gruppo:Obscura
Titolo:Omnivium
Anno:2011
Provenienza:Germania
Etichetta:Relapse Records
Contatti:Sito web  Facebook  Twitter Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Septuagint
  2. Vortex Omnivium
  3. Ocean Gateways
  4. Euclidean Elements
  5. Prismal Dawn
  6. Celestial Spheres
  7. Velocity
  8. A Transcendental Serenade
  9. Aevum
DURATA:54:15

Se fino a qualche tempo fa era difficile trovare formazioni che padroneggiassero gli strumenti con abbastanza perizia da poterle considerare formate da virtuosi, oggi sembra esserci un’inflazione di musicisti che percorrono le strade aperte da Marty Friedman e soci. Ai più, nomi come Blotted Science o Necrophagist non dovrebbero essere nuovi e sul livello tecnico di tali gruppi non ci sono dubbi. I musicisti presenti nella formazione degli Obscura sono di tale risma.

Gli interessati dovrebbero chiedersi se ciò sia sufficiente per guadagnare la simpatia dell’ascoltatore. Guardiamo un po’ più da vicino la terza opera di questi bavaresi: “Septuagint” apre le danze con una parte acustica molto delicata che si trasforma nel giro di pochi secondi in una tempesta metallica dai tocchi thrash e melodici. Appaiono anche passaggi in voce pulita, ma nulla che abbia a che fare con il metalcore, anzi è frequente l’utilizzo del vocoder.

Facendo partire Omnivium sul lettore si viene investiti senza tregua dalla velocità di esecuzione di partiture intricate, la band sembra non conoscere attimo di respiro. I musicisti si pavoneggiano per le loro conoscenze musicali e sfoggiano le tecniche più astruse, usandole per costruire pezzi molto melodici e complessi che impegnano parecchio l’ascoltatore attento. Le due chitarre si lanciano in un assolo fulminante dopo l’altro, assoli che spero siano in grado di suonare anche fuori dal contesto dello studio di registrazione. Omnivium è veramente avvincente al primo passaggio, però devo ammettere che anche dopo diversi ascolti non è riuscito a convincermi appieno. Le composizioni sono solide, i musicisti padroneggiano gli strumenti e la voce è aggressiva. Il motivo dei miei dubbi è presto detto: non riesco a scoprire una linea definita o un concetto dietro all’opera. I pezzi mi paiono collage d’idee fornite dai singoli membri della formazione, impeccabili ma che infine mancano d’armonia fra loro.

Gli Obscura non sono fatti per chi preferisce il death tecnico più classico, la loro musica infatti sembra essere rivolta ad altri musicisti in cerca di difficoltà tecniche, in modo che possano ammirare la complessità dell’esecuzione dei vari passaggi.

Facebook Comments