OBSYDIAN (CAN) – The Grotesque Presage

OBSYDIAN (CAN) – The Grotesque Presage

Informazioni
Gruppo: Obsydian
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. Blastocyst Assassination
2. Indoctrinated
3. The Apocrypha
4. Seeds Of Desecration
5. Divine Sedition
6. The Rebirth
7. Poison Of The Pious
8. Apologue Of The Wicked
9. The Grotesque Presage
10. Slaves To The Resistance

DURATA: 01:06:33

OBSYDIAN (CAN) - The Grotesque Presage Il Canada continua ad alimentare il metal estremo immettendo giovani realtà dalle più che discrete potenzialità, ennesima band da tenere sott’occhio è quella degli Obsydian.
I ragazzi provenienti dalla Nuova Scozia hanno rilasciato l’album di debutto “The Grotesque Presage” sul finire del mese d’aprile, la formula su cui si basano è abbastanza semplice, puntano su un death/thrash veloce, compatto che in alcuni frangenti gioca con la melodia.
Dotati di buon gusto e di una tecnica più che sufficiente, riescono a più riprese a inserire anche movenze groove per assestare dei colpi diretti, lo scream del vocalist e qualche fraseggio più spinto di matrice blackish variegano ancor più un sound derivativo ma che fa più volte centro come nel caso di una spacca collo “Indoctrinated” dove appare, anche se a sprazzi, un growl profondo e secco, la scia musicale di gente come Behemoth e Belphegor sembra far capolino più volte nel lavoro della formazione canadese, violenza che attinge delle sonorità tendenti al black anche per la successiva “The Apocrypha” inizialmente ma che, internamente, rivela passaggi richiamanti anche lo stile dei cannibali più famosi del death, variazioni ancora legate alla scuola estrema polacca e ai Kreator.
E’ un calderone ampio e non semplice da gestire quello in cui gli Obsydian si sono incastrati, si barcamenano alternando e cercando di creare un equilibrio fra questa molteplicità di influenze, in linea di massima regge ma al tempo stesso la troppa carne al fuoco appesantisce in alcuni casi il trascorrere del brano.
Mettiamo in conto anche che c’è più di un’ora di musica a nostra disposizione, lo sforzo messo in atto è di quelli massicci, non hanno paura di ingigantire il suono imbastardendolo (sempre rimanendo internamente ai confini dell’estremo), e spingono dannatamente come succede a esempio con l’assalto proposto da “Seeds Of Desecration”, un vero martello pneumatico in azione.
Imperterriti bastonano con le successive “Divine Sedition” che si conclude in crescendo con un assolo melodico ben eseguito e travolgente, “The Rebirth” ennesima clavata a capocollo che si diletta fra accelerazioni pulsanti, terremotanti e fasi allentate dove il riffing ridondante e ossessivo colpisce in pieno, si prosegue su tali direttive e tocca anche alla titletrack fornire l’apporto richiesto alla prova.
“The Grotesque Presage”, dopo un inizio parlato con vocalità distorta, lascia alla chitarra solista un lungo spazio in cui poter esibire le sue doti di dinamismo e freschezza compositiva per poi lanciarsi in una folle corsa frenata bruscamente dal comparire improvviso di un inserto pianistico accostato dall’acustica.
Lo strumentale mostra i due volti, quello spietato e quello intimo, di una formazione che nel riprendere il suo corso abituale adesso sembra chiamare in causa l’epicità di certe scelte Amon Amarth dando per l’ennesima volta libertà di sfogo alle sei corde che non se lo fanno ripetere due volte.
Il disco di questi ragazzi spicca per un songwriting come già accennato sì saturo d’influenze ma che evidenzia una capacità compositiva notevole, il farle convivere è merito assegnabile in parte alle due asce Mitchell Dragatis e Marc Mackenzie esecutivamente perfette ed equilibrate nonché solisticamente dotate, in altra parte al batterista Justin Marshall che fa la differenza con i suoi cambi di tempo e le impostazioni di pattern ficcanti e incassati a dovere nella rete formata dai riff.
Il basso di Ian Seurattan funge da vero e proprio collante fra i reparti, non brilla per originalità e non si complica la vita puntando al sodo, Marc si occupa anche del cantato e si assesta su livelli più che buoni sia nello scream sia nel growl, la bocca spara fuoco adatta a dar voce nel vero senso della parola alla musica degli Obsydian.
Un altro punto importante per la resa delle canzoni è la produzione curata agli Echo Chamber studio, pulita quanto basta a delineare chiaramente il sound e a imprimere lo spessore e la spinta adatte a una prova che per quanto violenta ha dei risvolti tecnici non male.
Come tanti act anche gki Obsydian vengono assorbiti nella marea delle auto produzioni e ci si continua a chiedere dove guardino e cosa cerchino realmente le label… un punto interrogativo che rimarrà senza risposta se non quella più prevedibile legata non all’arte ma al becero ma fondamentale riscontro monetario.
“The Grotesque Presage” è ordinabile direttamente presso la band, se la proposta rientra nei vostri canoni d’ascolto un pensiero su questa giovane promessa fatelo, soldi spesi bene.

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