OCCULTUM – Towards Eternal Chaos

OCCULTUM – Towards Eternal Chaos

Gruppo:Occultum
Titolo:Towards Eternal Chaos
Anno:2016
Provenienza:Polonia
Etichetta:Old Temple
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. End Of The Light
  2. In Saecula Saeculorum Tenebrae
  3. Satan’s Era
  4. Anthem Of The Fallen World
  5. Black Quintessence
  6. Abomination
  7. Gehinnom Gate
DURATA:39:12

Capita spesso di avere a che fare con band che improvvisamente interrompono il proprio cammino, cambiando nome e ripartendo da zero o quasi. Questo è il caso degli Occultum, formazione polacca nata dalle ceneri degli Amarok, sciolti nel 2015 con all’attivo il demo Unholy Uprising (2005), i due split Amarok / Hegemoon e Unholy Black War (entrambi datati 2006) e l’album Blasphemous Edictum (2008). La nuova incarnazione inizia la propria vita direttamente con l’album di debutto Towards Eternal Chaos in questo 2016.

Gli Occultum suonano black metal e lo fanno attingendo per lo più dalla scena fennoscandica: le influenze provenienti dalla Finlandia, ma soprattutto dal binomio composto da Norvegia e Svezia, sono facilmente identificabili, tanto che ritengo superfluo citare le specifiche band. Al contrario è più importante registrare il fatto che — pur avendo fra le mani un lavoro decisamente poco originale, sia per struttura ritmica che melodica dei pezzi — l’ascolto si è rivelato tutt’altro che stucchevole o noioso. Tale traguardo è stato raggiunto grazie alla convincente prestazione di un gruppo che è stato in grado di proporre brani affascinanti e posseduti dall’aura degli anni Novanta, sfruttando con intelligenza un repertorio di soluzioni note, dai rallentamenti alle furiose accelerazioni in blast beat, dal riffing tremolante ai cori per addensare il contenuto atmosferico soffocante e astioso che permea il disco.

Towards Eternal Chaos è un nulla di nuovo che non dispiace ed episodi come “End Of The Light”, “Satan’s Era”, “Black Quintessence” e il conclusivo “Gehinnom Gate” non peccano di certo per carattere e blasfemia. La scaletta in toto mette in mostra quanto la prova strumentale e vocale — efferata e varia — siano efficienti e devote alla tradizione black metal. Un’altra nota positiva risiede infine nel buon gusto della produzione, che palesa la matrice vecchia scuola dalla quale trae ispirazione, mantenendo quindi una patina di sporco voluto ma che al tempo stesso permette al lavoro svolto dai singoli musicisti di venir recepito senza particolari disagi.

Gli Occultum si presentano con un tassello discografico da non sottovalutare, un album indirizzato a coloro i quali vivono per un certo modo di suonare black metal e per quegli anni Novanta che ne hanno costituito le fondamenta.

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