OCEAN CHIEF – Sten

OCEAN CHIEF – Sten

 
Gruppo: Ocean Chief
Titolo:  Sten
Anno: 2013
Provenienza:  Svezia
Etichetta: I Hate Records
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TRACKLIST

  1. Den Sanna Styrkan
  2. Slipsten
  3. Stenhög
  4. Oden
DURATA: 01:11:47
 

Gli Ocean Chief mi fanno letteralmente godere, perciò non comprendo il motivo per cui questa compagine svedese sia così poco conosciuta e addirittura sottovalutata. Non si parla di musicisti alla prima esperienza, qui fra membri ed ex di realtà quali Regurgitate, Dawn, Maim, Vanhelgd e Catapult The Smoke (solo per citarne alcune) si è sicuri di essere capitati in buone mani e il quarto disco "Sten" (pietra), rilasciato tramite l'etichetta connazionale I Hate Records, è un'ulteriore riprova che il quartetto di Mjölby è di quelli da supportare e comprare.

Sono estremamente positivo? Vi sembro un fan esagitato? Può darsi, però seguendo con discreta costanza la scena doom ho potuto constatare che questi signori nei loro dieci anni e più di carriera non si sono mai adagiati. Partendo da influenze di stampo classico quali Black Sabbath, Sleep ed Electric Wizard, hanno trovato il modo di far convivere la base del mondo stoner-doom con le evoluzioni odierne che si sono distinte per personalità e una conformazione dai tratti epici e fortemente inclini alla raffigurazione delle proprie sensazioni, dando ai lavori una forma completa a trecentosessanta gradi. Del resto gruppi del calibro di High On Fire, Ahab, Yob e Kongh si sono guadagnati i favori di molti per le indubbie qualità delle uscite a loro nome, c'è poco da discutere su questo. Questi scandinavi possiedono un potenziale e una resa tale da metterli sullo stesso piano delle formazioni tirate in ballo? Assolutamente sì.

I settanta e rotti minuti racchiusi nei quattro estesi capitoli dell'album inglobano una mole musicale mastodontica, i riff sono grevi, pesanti e scavano in profondità, le melodie intagliano all'interno dei brani percorsi malinconici dal retrogusto amaro, emanando una sensazione di antico che viene esaltata dalla diligente combinazione di vere e proprie evocazioni in note ed espansioni atmosferiche sconfinate: è un adorabile mattone del destino. Tutto questo gigantesco ammasso assume una posizione ferrea, a tratti quasi inamovibile, e il suo essere avvolto da una coltre fuzz, rafforzando la base con movimenti ciclici in alcuni casi quasi estenuanti per il modo in cui si accaniscono sull'ascoltatore, fa di "Sten" una creatura maggiormente ancorata all'incarnazione doom rispetto a quelle più varie, sia per gli elementi di stampo stoner accentuati che per le scorribande in territori esterni a tale panorama, insite nelle proposte dei colleghi menzionati poco più su.

Il bello degli Ocean Chief è questo, non esiste una via di mezzo, sono estremi e privi di situazioni che si possano definire accondiscendenti nei confronti di coloro i quali si cimentano nell'ascolto. Del resto anche la prestazione vocale di Tobias Larsson — per quanto fiera — si mantiene costantemente severa, rigida e impositoria.

Sì, lo so, le canzoni a qualcuno potranno sembrare esageratamente allungate, forse anche diluite, reputo comunque adeguato lo sviluppo così ossessivo e prolungato, modellato appositamente per un concept che ancora una volta ci racconta dei miti norreni. È volutamente pachidermico, come fatto apposta per allontanare chi per scarso interesse o mancanza di trasporto emotivo non riesce a trovare una connessione con il disegno narrativo targato Ocean Chief.

"Sten" è stupendo, tuttavia non è un album consigliabile a chiunque, è già una discreta "gatta da pelare" per gli appassionati del genere che se la dovranno vedere davvero con una pietra e fondamentalmente necessita di pazienza e del desiderio di cadere in balia del sound degli svedesi per goderne appieno. Senza questi due elementi sarà difficile reggerne le sorti, quindi a voi adesso decidere se tentare o meno d'intraprendere questo duro ma gratificante viaggio in loro compagnia.

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