Una stilettata black-hc segna il debutto degli Odiosordo

ODIOSORDO – Con Il Buio Nel Sangue

Gruppo:Odiosordo
Titolo:Con Il Buio Nel Sangue
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Imperatrix Mundi Records / Venetic Black Metal Front
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Il Risveglio
  3. Cranio Ghiacciato
  4. Avanzi Irrequieti
  5. Nell’Aldilà Dei Vostri Giorni
  6. Senza Promessa
  7. Elisabeth
  8. Odio Sordo
  9. Il Tuo Destino, Un Vile Sentiero
  10. …E Che Mai Avrà Luce
DURATA:48:53

Il buio si può trovare nei posti più disparati: c’è chi ce l’ha in gola, chi invece nel sangue, come i vicentini Odiosordo. Messi da parte i Demontain, questo progetto dal nome che trasuda cattiveria nasce nel 2016 per volere di Marco P. e Paolo Z. (rispettivamente chitarra-basso e batteria), con Matteo C. dietro al microfono: Con Il Buio Nel Sangue vede la luce lo scorso ottobre per Imperatrix Mundi Records, etichetta legata a doppio filo alla prolifica Third I Rex e concentrata sul panorama italiano, in collaborazione con la distro Venetic Black Metal Front.

Il cambiamento rispetto alla band precedente, nonostante il calderone in cui inquadrarle rimane più o meno lo stesso, è piuttosto netto a livello compositivo ma soprattutto come suoni: laddove i Demontain prediligevano linee più melodiche e una produzione cristallina, gli Odiosordo assumono una forma più aggressiva e diretta, che potrebbe far pensare ai conterranei Discomfort, magari con meno furia iconoclasta. Allo stesso modo, la produzione si sporca quel tanto che basta per valorizzare ciò che è Con Il Buio Nel Sangue: al netto dell’intro e del lungo finale di “…E Che Mai Avrà Luce” (oltre sette minuti di cupo rumore), quasi tre quarti d’ora intrisi di misantropia e nichilismo, in cui trovano un ottimo equilibrio blast beat inarrestabili, frangenti di stampo hardcore e momenti in cui tutto si ferma e si è portati a riflettere su quanto male possa fare stare al mondo.

Questo concentrato di malessere trova sfogo nei testi ora urlati, ora declamati da Matteo. Un punto decisamente a favore di questo ottimo debutto è appunto l’aver optato per la lingua natìa: senza dover per forza scadere in una sterile polemica su esterofilia, campanilismo eccetera, la scelta dell’italiano fa sì che i versi in questione siano affilati, caustici ed enigmatici, taglienti oppure lenti e gelidi a seconda delle necessità, come in “Avanzi Irrequieti” (che non sono quelli delle recenti abbuffate natalizie). In tutto ciò trova spazio anche una citazione d’autore (“Elisabeth”): il monologo della dottoressa in Persona di Ingmar Bergman è una profonda analisi del dramma personale, che si incastona perfettamente nel clima di cupezza che ammanta il lavoro.

Ulteriore conferma della qualità del sottobosco underground di stampo hardcore in terra veneta, gli Odiosordo sono sicuramente una delle sorprese dell’anno appena concluso: già con questo debutto, acquistabile a offerta libera, il trio mostra una personalità marcata, nonostante la formula proposta non sia certamente quanto di più nuovo si possa trovare in giro.

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