ODIUM – Beautiful Violence

ODIUM – Beautiful Violence

Informazioni
Gruppo: Odium
Titolo: Beautiful Violence
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Noisehead Records
Contatti: facebook.com/odium.thrashmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Used To Be Me
2. Suffering
3. Abyss
4. A Better Part Of Me
5. Beautiful Violence
6. Loosing Control
7. No Regrets
8. No Limits

DURATA: 38:27

Il monicker Odium sarà stato utilizzato da almeno una ventina di band fra sciolte e in attività, di quelle che ancora sfornano dischi i thrasher tedeschi con la loro militanza ventennale all’interno della scena metal sono sicuramente fra le più vecchie. Da chi ha una certa esperienza ci si attenderebbero quindi anche la maturità e la consapevolezza dei mezzi in proprio possesso, doti che garantiscono ascolti piacevoli, purtroppo invece il nuovo “Beautiful Violence”, sesto album della loro carriera e primo a non essere autoprodotto grazie al supporto dalla Noisehead Records, lascia parecchio a desiderare.
Dopo vari giri nel lettore risulta evidente quanto poco longevi siano i brani, le strutture particolarmente elementari ma non brillantissime nel songwriting si poggiano parecchio sulla capacità di sprigionare una discreta quantità di groove che non sempre però basta a salvare la baracca.
Gli episodi migliori del platter sono posti in apertura, l’opener “Used To Be” e i due successivi, la scatenata “Suffering” e la granitica “Abyss”, in pratica racchiudono in sé ciò che gli Odium hanno da offrire e se la tracklist si fosse mantenuta su questi livelli di semplicità probabilmente il risultato sarebbe stato anche più che accettabile. Al contrario non è così, s’incrociano momenti nei quali non si capisce dove vogliano andare a parare: “A Better Part Of Me” è una semi-ballad? Nì. È un pezzo atmosferico? Vorrei comprendere cosa dovrebbe trasmettere, alla pochezza del brano inoltre si aggiunge l’inserimento insensato di cori femminili che tutto sono tranne che accattivanti.
“No Regrets” ti fa venir voglia di cambiare disco, le parti acustiche sono ok, così come il retrogusto agrodolce e la malinconia ma l’approccio vocale di Ralf proprio non va. Questo cantante o lo ami dalla prima volta che lo ascolti o non lo reggi, non possiede una timbrica che ti permetta di optare per via di mezzo.
Infine due pezzi come “Loosing Control” e la conclusiva “No Limits” nella loro pochezza comunque provano a cavar fuori il ragno dal buco, l’ultima almeno mette nuovamente sul piatto un po’ di grinta risollevando un minimo la situazione.
“Beautiful Violence” è un’occasione mancata, peccato perché che i musicisti possano far meglio di così è evidente, inoltre la produzione fornita alle canzoni è convincente, eppure non basta, questo non è sufficiente a salvare la prestazione degli Odium che dovranno evitare in futuro le forzature e le ripetizioni che hanno dato forma a un disco poco appetibile, stavolta tocca rimandarli.

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