ODRADEK ROOM – Bardo. Relative Reality

 
Gruppo: Odradek Room
Titolo:  Bardo. Relative Reality
Anno: 2013
Provenienza:  Ucraina
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Theatre Of Forms
  2. Inflorescence Of Silence
  3. A Painting (Digging Into The Canvas With Oil)
  4. Suffocation
  5. Faded Reality
  6. River
  7. Cold Light
DURATA: 58:00
 

Gli Odradek Room sono una formazione dallo spirito sentimentalmente sofferto, che trae a più riprese ispirazione da diverse forme di letteratura, il cui nome deriva da un racconto breve di Franz Kafka e i cui testi attingono dal "Bardo Thodol" (libro della morte tibetano). Si esprimono tramite un doom altamente atmosferico che non disdegna il divagare e sprofondare in ambito death, anche lievemente progressivo, portando alla ribalta una viscerale passione per la visione anni Novanta di creature quali primi Katatonia, Paradise Lost e My Dying Bride alle quali si potrebbero unire in seconda battuta anche October Tide e Officium Triste. Fermo restando che il verbo preposto a muovere le fila del loro debutto "Bardo. Relative Reality" pare indiscutibilmente essere sognare, il che un po' spiazza.

Non che non si sia abituati ad affrontare musica in cui le ambientazioni melancoliche e "rilassate" tendano più a far ragionare che ad annichilire, il punto è che la prestazione del quartetto lascia interdetti in quanto emotivamente instabile, sembra riuscire a far convivere, con buonissimi risultati, un'eccessiva tumultuosità e un apparente gelido distacco che, annessi in una proposta di per sé naturalmente tutt'altro che diretta, potrebbero inizialmente complicare l'entrata in connessione con le canzoni.

L'album necessita di tempo per crescere ed essere apprezzato, ma una volta che la musica avrà trovato la chiave scardinante quella sensazione d'incerto, riuscirà a irretirvi con brani quali "Theatre Of Forms", "A Painting (Digging Into The Canvas With Oil)" e "Faded Reality". Gli ultimi due episodi citati rappresentano la summa delle scelte e delle idee targate Odradek Room sia per la capacità di sfoggiare una aggressività e pesantezza prorompente che per il modo in cui vengono inserite le sospensioni galleggianti adibite ad aumentare la consistenza del comparto atmosferico.

Il gruppo è solo al primo vero capitolo della storia, però dimostra di essere già in grado di destreggiarsi all'interno di questo mondo di suoni e vibrazioni; utilizza sapientemente le tastiere e inserisce in modo adeguato le campionature che vanno a integrarsi con successo nello scorrere delle tracce. Con il prossimo album riusciranno a fare centro pieno? Chi lo sa. Comunque per non sbagliare basterebbe tenerli d'occhio, e in fondo che ci costa? Si può dare un ascolto a "Bardo. Relative Reality", ciò che ne deriverà sarà tanto di guadagnato.

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