Offret - Зверь [The Beast]

OFFRET – Зверь [The Beast]

Gruppo:Offret
Titolo:Зверь [The Beast]
Anno:2020
Provenienza:Russia
Etichetta:Void Wanderer / Vox Project / Dead Red Queen Records / Grains Of Sand / Manchikha
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Зверь [The Beast]
  2. Огонь [Flames]
  3. Данакиль [Danakil]
  4. Любовь [Love]
  5. Тень [The Shadow]
  6. Алтарь [Altar]
  7. Наследники [The Inheritors]
DURATA:28:07

A sentire il primo EP omonimo degli Offret e il nuovo Зверь (The Beast, per semplificare) si faticherebbe a credere che si tratti dello stesso gruppo. Un fondo di verità questa affermazione ce l’ha, visto che quattro anni fa si trattava ancora della one man band di Andrey Prokofiev, che adesso ha assunto la forma di un trio con l’aggiunta di Maxim Emelyanov e Alexey Petrov, quest’ultimo responsabile di mix e master; resta il fatto che il passaggio dall’ottimo drone-doom in quattro atti di Offret al (post-) black metal del nuovo lavoro è decisamente d’impatto.

Rilasciato esclusivamente in digitale ed LP tramite uno sforzo congiunto di varie etichette, The Beast ha un durata un po’ risicata per un full length (28 minuti in totale), ma che si adatta benissimo alla sua natura furiosa: se lo split con gli americani Black Mare di un paio di anni fa continuava un po’ sulla scia di quanto fatto nel 2016, questa volta Prokofiev esplora territori più primitivi; non a caso la bestia che dà il titolo al lavoro è proprio l’essere umano, spogliato di qualunque sovrastruttura sociale e guidato esclusivamente da istinti violenti e primordiali così come lo sono i sette brani della scaletta.

Sul piatto troviamo in egual misura black glaciale, ma comunque melodico, con i suoi muri di suono, rasoiate hardcore-crust e pezzi strumentali in cui tornano a galla le prime composizioni della band; addirittura sul finale di “Flames” è possibile sentire, nelle retrovie, quella che sembra a tutti gli effetti una tromba, così come è interessante il contributo femminile di Ksenia Kundenko (voce dei Supruga, altra band russa degna di attenzione) su “Love”. Come dicevo, la furia dei brani si riflette sui testi, crudi ma allo stesso tempo quasi poetici e urlati in lingua madre con grande intensità da Prokofiev: un ritorno a una realtà ancestrale, fatta di spiritualità legata a doppio filo con la natura, carnalità violenta che sfocia nel cannibalismo e lotte tra tribù nemiche.

The Beast è un disco che ha rischiato di non vedere la luce del sole in formato fisico per via delle difficoltà economiche degli Offret dovute alla pandemia: fa molto piacere vedere che non è stato questo il caso, poiché la band da Nižnij Novgorod — qualche centinaio di chilometri a est di Mosca — ha molto da dire, pur condensando il tutto in neanche mezz’ora di ottima musica.

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