OKKETAEHM – Stones

OKKETAEHM – Stones

 
Gruppo: Okketaehm
Titolo:  Stones
Anno: 2012
Provenienza:  Stati Uniti
Etichetta: Contaminated Tones Productions
Contatti: okketaehm[at]gmail.com
 
TRACKLIST

  1. Stones
DURATA: 18:01
 

Inutile girarci intorno, la "cascadian scene" oggi la fa da padrona nel black metal d'oltreoceano (e spesso non solo). Eppure, al di là della moda, al di là dell'esposizione mediatica temporanea, è innegabile il fascino che questa è in grado di esercitare. Gli spazi, i colori, le inquietudini che questo stile è riuscito ad aggiungere al black metal ne hanno reso lo stampo atmosferico perfettamente riconoscibile tra i tanti.

Ora, il progetto statunitense Okketaehm non si sa da dove arrivi: potrebbero suonare da uno scantinato a Phoenix, nel mezzo del deserto, per quanto ne sa il resto del mondo, ma ciò che scorre attraverso le note di questo lavoro monotraccia è un'interessantissima esplorazione delle coste lambite ormai da diversi anni da formazioni come Velnias, Skagos, Ash Borer e innumerevoli altri. Ciascuna di queste band è riuscita o sta riuscendo a interpretare a proprio modo il canone dettato inizialmente dagli ormai immancabili Agalloch e Wolves In The Throne Room, e la band americana non fa eccezione – sempre che ci sia più di una persona alle spalle di questo monicker, dalla fascetta dell'audiocassetta non è dato comprendere altro che l'immagine di copertina, un insieme di lapidi, ed una sgranata foto interna raffigurante quello che sembra il rudere di un edificio in mezzo ad un bosco -.

Ed ecco che il riffing atmosferico è soltanto una delle facce di "Stones": questo piccolo tape unisce sapientemente violenza a spettralità, incarnata nello specifico da ampi e dilatati riverberi che lasciano correre l'immaginazione e le sensazioni dell'ascoltatore, guidato da una fioca distorsione, un feedback solitario, all'interno del quale può scorgere tutto e il contrario di tutto. Una nota ci segue, per poi lasciare di nuovo spazio al fruscio, ma questo può essere acqua che scorre, da dove provenga e dove porti non è dato saperlo, o rumori spettrali dall'angolo buio appena adocchiato. Adesso una chitarra trascina verso luoghi più congeniali al drone, poi, di nuovo la violenza, la velocità, di nuovo il black metal. E così via, si susseguono le alternanze, fino alla fine di questa ottima prova, che fa dell'evocazione e della riflessione i propri punti di forza. Decisamente non adatto per chi cerca adrenalina ed emozioni forti, estremamente indicato per chi predilige un ascolto più posato ed intimo.

 

 

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