Oksennus - Paholaisten Yö

OKSENNUS – Paholaisten Yö

Gruppo:Oksennus
Titolo:Paholaisten Yö
Anno:2019
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Parhaani Teen
  2. Antaakseni Mahdollisuuden
  3. Heille
  4. Osoittaa
  5. Luuloni Vääräksi
  6. Avoimin Mielin
  7. Itseni Laitan Likoon
  8. Silmin Ja Korvin Vastaanotan
  9. Tästä Huolimatta
  10. En
  11. Näe Tai Kuule Muuta Kuin
  12. Ylitsevuotavan Typerää
  13. Öyhötystä
DURATA:19:13

Uno dei progetti più sorprendenti e bizzarri che possa capitare di ascoltare in questi anni, almeno per quanto riguarda il variegato mondo del death metal underground (ma non solo), è certamente Oksennus. Questa creatura finlandese, da gruppo vero e proprio si è recentemente ridotta a one man band, ed è ora gestita in tutto e per tutto da K.Olavi K.virta (da qui in poi K.K. per comodità). Pur operando in un settore di nicchia, il nome Oksennus ha guadagnato un certo credito nel fitto sottobosco del genere, grazie a dischi come Sokea Idiootti (2016) e Kolme Toista (2018), quest’ultimo uscito addirittura per Nuclear War Now! Productions. Nel 2019 è poi avvenuta la già citata trasformazione in progetto solitario, che ha rivelato uno spiccato interesse per sonorità extra metal le quali, dopo una parentesi dark ambient (Neosmegma), vengono ulteriormente sviluppate con Paholaisten Yö.

Demo su cassetta riciclata a un numero limitato di copie, con copertina (come sempre) firmata da K.K.: la presentazione di questa nuova fatica targata Oksennus è sfacciatamente DIY. Un’altra caratteristica tipicamente oksennusiana, già emersa con Kolme Toista, è il morboso interesse verso il numero 13. Se le tre tracce dell’album in questione duravano tutte tredici minuti spaccati (!), qui tredici è invece il numero dei brani, ciascuno della durata inferiore ai due minuti. Inoltre, la prima lettera del titolo di ogni brano forma un acronimo, Paholaisten Yö, che è appunto il nome della demo. Cosa ancora più singolare, la lettura dei titoli delle canzoni in sequenza forma una frase di senso compiuto in finlandese, da tradursi all’incirca come «Sto facendo del mio meglio per dare loro una possibilità per dimostrarmi che ho torto; con mente aperta do tutto me stesso, con gli occhi aperti e le orecchie aperte guardo e ascolto: tuttavia, vedo e sento solo una stupidità straripante». Da notare come questa idea non sia così nuova nell’immaginario di Oksennus: già il titolo di Neosmegma era in realtà un altro acronimo, traducibile come «Per i nazi non c’è posto nella nostra meravigliosa galassia, nel nostro splendido sistema solare». Venendo all’aspetto più immediatamente musicale, il mastermind del progetto ha descritto così questa uscita: «Immaginate che Chaos Echoes e Bohren & Der Club Of Gore si siano riuniti e abbiano disimparato a suonare, si siano ubriacati e inizino una jam session». Questo statement bizzarro spiega in realtà piuttosto bene cosa succede nei 19 minuti della tape.

Se, come detto, i brani sono molto brevi, è anche vero che riescono a svilupparsi bene nonostante le durate contenute. Più che canzoni effettive sono come delle pillole musicali, in cui K.K. dà la sensazione di divertirsi un sacco. In tutto questo, del passato death metal della band sembrano emergere solo alcune tracce, come se l’estremismo sonoro fosse stato accantonato e nascosto da idee che deviano verso altre direzioni. In alcuni casi, gli elementi death metal affiorano e si rendono leggermente più manifesti: non mancano infatti sparuti blast beat, intuizioni ritmiche vicine a certi Portal (quelli di Vexovoid in particolare), e a volte le stesse strutture delle canzoni sembrano ricordare il death metal (già fortemente destrutturato e inusuale) dei vecchi Oksennus. C’è da dire che a livello stilistico la demo mostra una grande varietà di contenuti, ritrovandosi a flirtare anche con il free jazz (“Avoimin Mielin”) e passaggi drone-ambient.

Una follia fine a se stessa? Un piacere per i sensi? Un esperimento stuzzicante? Chiunque può farsi la propria opinione in merito. Quello che è certo è che K.K. ci tiene a mantenere la sua personalità e a reinventarsi, regalando agli amanti delle sonorità più avanguardistiche pane per i loro denti — soprattutto per chi è solito affacciarsi oltre il metal senza alcun pregiudizio.

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