OKTOR – Another Dimension Of Pain

 
Gruppo: Oktor
Titolo: Another Dimension Of Pain
Anno: 2014
Provenienza: Polonia
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. Another
  2. Conscious Somatoform Paradise
  3. Dimension
  4. Mental Paralysis
  5. Of
  6. Hemiparesis Of The Soul
  7. Pain
  8. Undone
DURATA: 54:34
 

Riceviamo nuovamente notizie da parte della Solitude Productions, etichetta che ormai è un saldo punto di riferimento per un pubblico musicale affamato di sonorità meste e funeree; e anche questa volta, come da buona tradizione, il gruppo preso in esame proviene dall'Europa Orientale e più precisamente dalla Polonia. Tuttavia, nonostante le proposte estreme originarie di questo Paese siano rinomate per essere spesso pregne di brutalità e blasfemia, tale recensione riguarda gli Oktor: il trio è attivo da una decina d'anni circa e "Another Dimension Of Pain" è il loro debutto sulla lunga distanza.

Il disco — ovviamente in linea con il campo d'azione dell'etichetta russa — è un compendio di tratti ereditati dalla struttura melodica del classico Death-Doom di matrice britannica, ai quali viene sovrapposta una consistente trama Funeral; purtroppo però quest'ultima non è così opprimente e soffocante quanto sarebbe lecito aspettarsi e il pathos ricreato viene troppo spesso interrotto dai malinconici intermezzi strumentali ("Another", "Dimension", "Of", "Pain"). L'impressione generata dall'insieme è che i Nostri non vogliano gettarci in un oceano di invivibile e soverchiante sofferenza, ma che desiderino piuttosto farci vagare all'interno di un limbo cupo e desolato, però paradossalmente ricolmo di venature ariose e speranzose.

La suddetta ambigua dicotomia è quella che si potrebbe considerare l'unica — purtroppo assai consistente — pecca di tale lavoro, poiché troppe volte pare venga eccessivamente diluito quel senso di dilaniante condanna esistenziale che dovrebbe invece essere il fulcro di un album Funeral: il suono è talvolta troppo morbido, non sempre incide e scava a fondo nell'anima dell'ascoltatore, mentre gli interventi in voce pulita sembra abbiano la specifica funzione di far calare la tensione psicologica fino a quel momento evocata. Per quanto musicalmente ben concepito, per quanto toccante sia la costruzione melodica presentata e per quanto formalmente interessante dal punto di vista compositivo, "Another Dimension Of Pain" non sempre assolve al compito di ricreare quel continuum empatico che dovrebbe instillare nell'uditore la tipica voglia di vivere che è caratteristica fondamentale di ogni opera di questo tipo; al contrario soltanto alcune — peraltro notevolissime — sezioni di pezzi come "Mental Paralysis" e "Hemiparesis Of The Soul" riescono a raggiungere vette di coinvolgimento davvero degne del percorso musicale intrapreso.

Insomma, il terzetto di Varsavia ha dunque dato vita a un lavoro che — lungi dall'essere disprezzabile — non convince appieno e non riesce a soddisfare a dovere le voglie dei navigati ascoltatori di Doom funereo. Non dimentichiamo comunque che questo è appunto un esordio e gli Oktor hanno quindi tutte le capacità e il tempo necessari per limare le ingenuità e i tratti più acerbi della loro proposta: attenderemo la prossima prova per valutare se saranno in grado di trasportarci davvero in un'altra dimensione di dolore.

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