OKULAR – Probiotic

Informazioni
Gruppo: Okular
Titolo: Probiotic
Anno: 2011
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Regenerative Productions
Contatti: myspace.com/okularmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Connected In Betrayal
2. Probiotic (For Life)
3. Fuck Your Dignity!
4. Tranquillity Of The Night
5. State Of Immediacy
6. Choose To Be Free
7. Flowers Uncared For
8. Celebration
9. The Most Violent Thing
10. Creativity Or Fear

DURATA: 46:24

OKULAR - Probiotic Death metal e tecnico dalle lande scandinave, è una novità? Non direi, non sono però la Svezia, né la Finlandia a vedersi coinvolte, tocca stavolta alla Norvegia, certamente più nota per il proprio panorama black anche avanguardistico che per quello legato al metal della “Morte”.
Gli Okular sono un progetto voluto da Andreas Aubert, compositore di musica, testi e backing vocals nel quale si sono inseriti di passo in passo musicisti che ne hanno formato la line-up, adesso costituita oltre che dal già citato artista, da Marius S. Pedersen alla chitarra e voce, Kai Asvik al basso e Bjorn Tore Erlandsen alla batteria.
La versione del genere contenuta nel debutto “Probiotic” è moderna, veloce, melodica ma non per questo esente dall’annerirsi e tecnicamente valida, ci troviamo di fronte a un disco che ostenta una maturità impressionante, una concezione dell’autoproduzione alta, fatta di cura del dettaglio, del minimo dettaglio e di una concentrazione votata al perseguire l’obbiettivo. Il risultato di tutto ciò è un ascolto che da oltre una settimana si ripete continuo e ben voluto nelle mie orecchie.
Per il fondatore Andreas era tanto pressante e importante veder realizzato questo suo sogno da defilarsi in ambito esecutivo, lasciando praticamente campo libero agli altri tre, facendo intervenire il guest Yngve Bolt Christiansen, odierno singer dei Blood Red Throne, a supportare la più che degna prova vocale di Marius, quest’ultimo è interessante anche nelle aperture in clean, vedasi quella inclusa in “Fuck Your Dignity!” e nella quale addirittura lo spettro di Jens Carlsson dei Persuader si fa intravedere nella sua impostazione, oddio, ci sarebbe poi da chiamare in causa Hansi Kürsch dato che Jens è fortemente derivativo per il suo modo di cantare ma maggiormente aggressivo, un bel girotondo d’anime.
I norvegesi riescono a essere orecchiabili nella titletrack, delicati nell’intermezzo acustico “Tranquillity Of The Night”, contorcersi rovinosamente in “Choose To Be Free”, offrire accenni melancolici gitani in “Celebration”, usando invece le maniere estremamente forti in “The Most Violent Thing”, pezzo più vario e avvincente del platter, oltre alle melodie d’intarsio nella conclusiva “Creativity Or Fear”. È come avere negli auricolari o nello stereo un grosso puzzle che pezzo dopo pezzo si va completando mostrandoci chi siano gli Okular in realtà e in questo quadro è davvero intenso l’operato di Erlandsen che dietro le pelli, pur “ripetendosi” in qualche circostanza, realizza pattern e varianti equilibrate per dar sfogo a furia e armonia.
Per addentrarsi davvero all’interno di “Probiotic” bisogna però venire a contatto con l’originale per tanti motivi, iniziando dall’artwork e dal booklet che per scelta cromatica, rappresentazione figurativa dei brani tramite un’immagine che segna il significato di ogni singola facciata del libretto e per l’effetto delle tematiche particolarmente riflessive enunciate con degli estratti eloquenti per ogni canzone, il quale vi darà possibilità di accedere alle sensazioni che Andreas e compagni riversano nelle note.
Una presentazione in gran spolvero quella offerta da “Probiotic”, quale potrebbe esser la riposta più giusta all’entusiasmo e alle qualità indubbie mostrateci dagli Okular se non l’acquisto?

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