OKULAR – Sexforce

Informazioni
Gruppo: Okular
Titolo: Sexforce
Anno: 2013
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Regenerative Productions
Contatti: facebook.com/okularmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. House Full Of Colours
2. Not Separate
3. Sexforce
4. The Greatest Offender
5. Ride The Waves Of Emotion
6. Rest In Chaos
7. The King Of Life
8. Exposing The Good Citizens
9. Feast Upon The Illusory
10. Birth Through Loss
11. To Ring The Bells Of Truth
12. Politically Incorrect Experiences
13. Educated For Enslavement

DURATA: 58:55

Se si è davvero grandi, lo si dimostra in qualsiasi occasione e gli Okular confermano di esserlo. La formazione nata per volontà di Andreas Aubert, che per la circostanza ha dato vita anche a una propria etichetta a supporto chiamata Regenerative Productions, mi aveva già impressionato ed entusiasmato col debutto “Probiotic” ed è riuscita a esaltarmi nuovamente con il secondo lavoro “Sexforce”.

La creatura ha proseguito il discorso iniziato con il primo album, forte anche di una formazione invariata, apportando alcune modifiche al processo di composizione, adesso ancor più complesso in alcuni frangenti senza per questo aver rinunciato alla fruibilità che lo rendeva particolarmente intrigante, e all’impostazione ritmica tanto che la prova di Bjørn Tore Erlandsen si candida al ruolo di prima nota positiva, ma andiamo con ordine. “Sexforce”, come il precedente “Probiotic”, è un’anima contorta che coniuga perfettamente parole e note: se da un lato troviamo infatti soluzioni che portano a pensare a una miscela personale di soluzioni che rimandano a figure conosciute quali Gojira, Obscura, Opeth e Meshuggah, dall’altro vi è un’impronta tematica profonda, riflessiva e cruda quanto approfondita degna del migliore Chuck Schuldiner, peraltro corroborata da una rappresentazione grafica calzante all’inverosimile.

Sì signori, siamo dinanzi a un’opera completa capace di mettere sul piatto della bilancia mazzate pesanti come “Feast Upon The Illusory” ed esecuzioni variopinte tipo “The Greatest Offender” (nella quale l’ottima apertura di stampo acustico e il ritornello in voce pulita a cura di Mr. Vintersorg fanno la differenza), di impostare lo scenario in maniera spiccatamente melodica in “Ride The Waves Of Emotion” e lasciare di lato le chitarre a favore del piano suonato da André Aaslie in “To Ring The Bells Of Truth”.

La forza degli Okular risiede nella qualità compositiva molto al di sopra della media: Andreas è una mente con i controfiocchi ed è agevolato, strumentalmente quanto vocalmente, in questo nuova fatica dall’egregio operato svolto dal chitarrista-cantante Marius S. Pedersen (e da Pål Mathiesen “Athera”, suo compagno dietro al microfono in più di una circostanza), dal bassista Martin Berger Enerstvedt e dal precedentemente chiamato in causa Erlandsen che, come scritto poco più su, dimostra di aver apportato miglioramenti sostanziali al proprio lavoro, lo si nota soprattutto nell’uso della doppia cassa e nello sviluppo dinamico dei cambi di tempo adesso più oculati e incisivi.

“Sexforce” è andato ben oltre le più rosee aspettative riposte nella musica di questi norvegesi, è uno di quei dischi assolutamente da non farsi mancare in collezione, direi anche un bello schiaffone in faccia a tutti coloro i quali giornalmente lamentano l’assenza di album qualitativamente validi da poter nominare di fianco a quelli prodotti dai colossi del passato. Anche se lo scrivo in piccolo, si tratta di un “capolavoro”. Gli Okular insieme ai grandi ci stanno bene e se il terzo episodio discografico fosse migliore dei primi due? In quel caso un posto nell’Olimpo del genere non dovrebbe esser loro negato.

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