OMIT – Medusa Truth, Part 1

 
Gruppo: Omit
Titolo: Medusa Truth, Part 1
Anno: 2014
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Secret Quarters
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TRACKLIST

  1. Distrust
  2. Denial
  3. Deplore
DURATA: 49:09
 

Il trio degli Omit formato da Cecilie Langlie, Tom Simonsen e Kjetil Ottersen si avventura in un progetto diviso in due parti intitolato "Medusa Truth". L'ispirazione giunge dalla novella "The Mutiny Of The Elsinore" dello scrittore americano Jack London, della quale troverete un estratto all'interno del libretto informativo del cd che recita:

«L'istinto più profondo nell'uomo è di combattere contro la verità; ovvero, contro la Realtà. Egli evita fatti della propria infanzia. La sua vita è una fuga perpetua. I miracoli, le chimere e il domani lo tengono vivo. Egli vive nella finzione e nel mito. È la Menzogna a renderlo libero. Agli animali è stato dato il privilegio di sollevare il velo di Iside; gli uomini non osano. L'animale, da sveglio, non ha una fuga immaginaria per scappare dalla Realtà, poiché non ha l'immaginazione. L'uomo, da sveglio, è costretto a cercare una fuga perpetua dentro la Speranza, la Fede, il Mito, l'Arte, Dio, il Socialismo, l'Immortalità, l'Alcool, l'Amore. Dalla Verità di Medusa, egli lancia un appello alla Menzogna di Maya.»

Ancora una volta è sorprendente il modo in cui i norvegesi riescono a tessere una trama dai toni leggiadri e malinconici, nella quale si contendono il ruolo di prima attrice di pari passo la sopraffine voce della Langlie e l'orchestrazione sinfonica, oggi più imponente e influente che nel recente passato, supportate da un lavoro di chitarra e ritmico in genere più languido e sempre meno metallico nei toni. I tre movimenti dell'opera si estendono andando a comporre un paesaggio unico, un'ambientazione che potreste immaginare come un incrocio fra Shape Of Despair, Kauan e i momenti più angelici e sognanti dei The Gathering. L'immaginario incantato che si va a modellare all'interno del suo delicato e dolciastro panorama conduce a sé sensazioni tristi e meste che ricordano l'abbandono e l'oblio, un po' come se si venisse attorniati da un silenzio desolante o in alternativa ammantati da un impalpabile e cupo velo che non permette di guardarsi intorno.

"Medusa Truth, Part 1" è un lavoro caratterizzato da un fascino sinuoso, abile nell'avvolgere e accompagnare l'animo di chi ascolta, è un disco dal quale si viene coinvolti e trascinati emotivamente, che in maniera amaramente zuccherina lascia un recondito spazio vitale alla luce, dandole in sparute occasioni la possibilità di apparire e di farsi strada nell'imperante grigiore che ne tesse le trame.

Come accadde per l'esordio "Repose", l'unica critica che mi sento di dover fare alla band — che per la seconda volta è riuscita a incantarmi — è legata a una batteria che per quanto discretamente programmata stenta un po' nel dare un passo ritmico adeguato alle tracce: risulta essere un po' troppo alta nel mix e pare risenta di quel suono minimamente finto affibbiatole. Sarebbe bastato registrarla realmente tramite l'utilizzo di un musicista temporaneo per garantire un tocco ulteriore di profondità, dinamismo e realismo, che avrebbe influenzato positivamente il corso degli eventi sin qui narrati.

Gli Omit sono indiscutibilmente una realtà capace di fare innamorare l'ascoltatore. Sono artisti capaci di padroneggiare la malinconia nei suoi vari aspetti, offrendoci come risultato pubblicazioni discografiche nelle quali inabissarci, dando libero sfogo alla fantasia. In attesa del capitolo successivo che continui la storia di "Medusa Truth", v'invito ad affondare e godere silenziosamente della loro musica.

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