OMRÅDE – Edari

 
Gruppo: Område
Titolo: Edari
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Mótsögn
  2. Mann Forelder
  3. Luxurious Agony
  4. Satellite And Narrow
  5. Åben Dør
  6. Friendly Herpes
  7. Skam Parfyme
  8. Ottaa Sen
DURATA: 46:57
 

L'ibrido tra Metal ed Elettronica ormai non è certo una novità, eppure la varietà di stili sviluppatisi nel primo campo e le innumerevoli sfaccettature del secondo hanno fatto sì che questa unione rinascesse sempre in nuove forme. Dalla decadenza dei Godflesh alla tamarraggine dei Rammstein, passando per il panorama estremo con Mysticum e Fear Factory e cercando di ignorare la perla dei Morbid Angel, le strade percorse sono parecchie. Gli Område hanno debuttato nel 2015 in questa scena così variegata e lo hanno fatto con un disco colmo di personalità.

Dando un'occhiata ai nomi che vengono citati come ispirazione, risulta chiaro che il duo francese abbia puntato molto in alto fin dall'inizio; credo che qualunque amante del Metal più sperimentale sarà felice di trovare in questo album elementi dei Manes e degli Ulver di "Shadows Of The Sun" e "Perdition City", uniti all'imprevedibilità dei Dødheimsgard e a un'attitudine spesso e volentieri Post-. Vedo già gli occhi di qualche lettore uscire dalle orbite, ma ancora non sapete il meglio: "Edari" riesce a trasformare tutto ciò in una creatura che vive di vita propria.

Sono tanti i generi in ballo, forse anche troppi per essere elencati. Ritmiche che spaziano dalla ballabilità industriale di "Friendly Herpes" alla frenesia di "Mann Forelder", passando per il calore tipico del Trip-Hop in "Skam Parfyme", arrivando a un'aggressività più vicina al mondo Metal in "Åben Dør". A tal proposito, va specificato che l'influenza di questo genere non è così evidente come si potrebbe pensare: noterete ad esempio che le chitarre si mantengono quasi in sottofondo. Se vi foste aspettati quindi riff o assoli memorabili, rimarrete delusi, tuttavia il sacrificio di questi elementi ha permesso alle sei corde di ricoprire un ruolo tutto sommato di una certa rilevanza, che si discosta da quelli a cui sono abituate; i suoni distorti collaborano infatti con le tastiere nel ricreare atmosfere dense e lugubri che non temono di avventurarsi in territori Dark Ambient o Industrial. Le note di pianoforte che frequentemente appaiono non fanno che amplificare il tono malinconico della musica, così come la presenza di strumenti alquanto inusuali come un sassofono e una tromba dona un tocco più caldo ma ugualmente cupo in "Mótsögn".

Uno dei maggiori punti di forza del disco è rappresentato però dalle voci: il cantante principale offre una prestazione assolutamente sopra le righe, caratterizzata da una teatralità che riesce a incarnare sensazioni di disperazione e profonda tristezza; in qualche occasione lo stile vira su lidi più estremi con qualche comparsa di growl e scream, o al contrario fa da accompagnamento tramite sussurri. I due ospiti inoltre non sono da meno: Guillaume Bideau dei Mnemic e Asphodel (il cui curriculum vanta tra gli altri Penumbra e Pin-Up Went Down) offrono le proprie corde vocali in due dei migliori episodi del lavoro: "Luxurious Agony" il primo, "Satellite And Narrow" la seconda.

C'è talmente tanta carne al fuoco che risulta difficile parlare di "Edari" in maniera esaustiva; ci sono parecchie sfaccettature nascoste, variazioni imprevedibili, influssi provenienti dai più disparati generi e molto altro. È notevole la capacità di variegare così tanto la proposta e al contempo mantenere una certa omogeneità nello stile che rende l'album coeso. Lascio però a voi il compito di scoprire tutti i dettagli ascolto dopo ascolto — ce ne vorranno diversi — e di apprezzare il lavoro minuzioso e curato dietro ogni traccia. Se quindi siete seguaci delle band nominate in precedenza o se siete semplicemente amanti degli artisti fuori dagli schemi, gli Område sono sicuramente un nome da seguire con attenzione.

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