OMRÅDE – Nåde

 
Gruppo: Område
Titolo: Nåde
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Malum
  2. XII
  3. Enter
  4. Hänelle
  5. Styrking Leið
  6. The Same For The Worst
  7. Baldar Jainko
  8. Falaich
DURATA: 49:43
 

Parlare degli Område è per il sottoscritto un'impresa non da poco. Il duo, con il suo secondo album pubblicato dalla My Kingdom Music e intitolato "Nåde", mette tantissima carne a cuocere, ma dà prova di essere una di quelle realtà capaci di saper gestire tutto questo carico di aspettative senza lasciare l'ascoltatore deluso.

La band francese è al secondo passaggio sulle nostre pagine, dato che lo scorso anno era stato il buon Vlakorados-sensei a parlare del disco di debutto "Edari", uscito nel 2015 sempre tramite l'etichetta mia conterranea. Il mio collega aveva apprezzato profondamente la proposta, tirando in ballo tanto collegamenti con Ulver e Manes quanto riferimenti al metal, alla dark ambient e all'industrial, e suggerendo agli amanti delle formazioni fuori dagli schemi di non perdere di vista questa realtà.

A due anni di distanza dal debutto, dunque, gli Område tornano a far parlare di sé e lo fanno con la stessa classe e lo stesso stile con cui sono venuti fuori dal sottobosco d'oltralpe. I quasi cinquanta minuti di "Nåde" (probabilmente dal norvegese, «Perdòno») sono una meraviglia, un vero incanto. Le influenze citate dal mio collega filonipponico persistono in questo nuovo disco, nel quale le componenti Post– e metal emergono forse un po' di più, pur senza andare a inclinare il perfetto equilibrio che contraddistingue le sonorità della band.

Le venature Industrial e Dark Ambient risaltano qua e là, mentre di sottofondo, in maniera più o meno costante, riusciamo a trovare un Post-Rock molto atmosferico, dalle tinte scure, sul quale spiccano la voce e gli arrangiamenti strumentali, in un alternarsi apparentemente casuale che a ogni ascolto assume contorni sempre più sensati e definiti.

L'ottima produzione, degna dei tempi in cui viviamo, non fa altro che mettere in risalto ogni singolo aspetto del disco, rendendolo una gemma il cui ascolto è come un balsamo per l'udito. È infatti con grandissima chiarezza che distinguiamo tanto il clarinetto di Jonathan Maronnier in "Hänelle" (dal finlandese, «A lei/lui»; traccia dedicata a Sacha, come riportato all'interno del libretto) quanto il sassofono di Leo Sors in "XII" e "The Same For The Worst".

Anche stavolta non si tratta affatto di un album per tutti, sia ben chiaro. La Francia in questo sta dimostrando di essere quasi senza pari, essendo la patria di realtà — tra le altre — come quella dei Pin-Up Went Down, del Bruco, dei Pryapisme e di Igorrr. Di nuovo, se siete amanti di questo genere, se avete già apprezzato la band con "Edari" o se siete alla ricerca di realtà sperimentali di alto livello, l'ascolto di "Nåde" è più che consigliato. Se viceversa queste premesse non fanno per voi, se siete tra quelli che vanno a vedere gli Ulver e sbraitano perché tornino a essere trve e frøstbitten, chiedo perdono per averci messo così tanto a dirvelo, ma ovviamente gli Område non sono ciò che stavate cercando.


Nota: ho precedentemente scritto «probabilmente dal norvegese» in quanto il termine, nello specifico, esiste anche in Danese con lo stesso significato; non avendo certezza di quale delle due fonti abbiano scelto i Nostri, ho preferito citare quella più trù.

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