ONDFØDT – Hexkonst

ONDFØDT – Hexkonst

Gruppo:Ondfødt
Titolo:Hexkonst
Anno:2014
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Immortal Frost Productions
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TRACKLIST

  1. Ur Djävulens Kittel
  2. Blodspill
  3. Faensgyte
  4. Kristi Fanskap
  5. Gigantenes Vral
  6. Hexkonst
  7. Verlden Er Min Slakteri
  8. Midvintermarsch
  9. Sorgens Skyar
DURATA:32:42

Il roster dell’etichetta Immortal Frost Productions si è arricchito di recente con l’entrata dei finlandesi Ondfødt, giovane band che ha da poco rilasciato il suo primo album Hexkonst. Rifacendosi con consapevolezza all’insegnamento di mostri sacri del genere come Darkthrone e Marduk, l’album presenta sette tracce (più intro e outro) di black metal marcio e al tempo stesso ben scritto, che strizza l’occhio tanto alla scena norvegese quanto a quella svedese, fino ai più recenti Watain. La sostanza di cui è composto il disco è volutamente tradizionale ed è pertanto severamente vietato aspettarsi alcunché di innovativo, e ciononostante la capacità di inanellare una serie di riff convincenti e non eccessivamente derivativi è encomiabile.

Avvantaggiato da una lunghezza non eccessiva, il lavoro scorre via bene per tutti i suoi trenta minuti, alternando momenti più lenti ad accelerazioni repentine. L’apertura “Blodspill” è solo un assaggio di ciò che verrà dopo, il suo tempo medio dal retrogusto thrash passa rapidamente nel dimenticatoio quando arrivano i pezzi più veloci, come “Kristi Fanskap”, le cui urla belluine non potranno non colpire l’ascoltatore, o “Gigantenes Vral”, brano magistrale, sostenuto nella prima metà da un blast beat feroce e da un riff violento al punto giusto, che porta a una sezione in cui il canto pulito riporta ad atmosfere vicine al viking.

L’album rallenta nella sua seconda metà, ma regala ugualmente un’ottima “Hexkonst”, dall’atmosfera vagamente depressive, e “Midvintermarsch” in cui ritornano reminiscenze epiche, tanto che in un paio di passaggi m’è parso di ritrovarmi di fronte ai primi Moonsorrow. La traccia all’interno dell’opera nel suo complesso appare forse fuori luogo, tuttavia non per questo risulta meno godibile.

Ulteriori punti di forza del disco sono una buona varietà del comparto vocale, con lo screaming che viene affiancato ora da urla feroci e disumane, e altre volte viene alternato a brevi passaggi puliti, e la produzione, puzzolente e grezza al punto giusto, ma al tempo stesso curata. Album consigliato a tutti gli amanti delle sonorità più raw e, perchè no, a chiunque abbia voglia di prendersi qualche sana mazzata sui denti.

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