ONKEL HRYUM – Ragnaroll

 
Gruppo: Onkel Hryum
Titolo: Ragnaroll
Anno: 2015
Provenienza: Russia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Бешеный Tролль
  2. Головолом
  3. Торкланд
  4. Рагнаролл
  5. Ачад
  6. Шар, Цепь, Щипы
  7. Вепрь
  8. Пойдём Cо Mною B Лес, Kрасотка
DURATA: 30:49
 

Gli Onkel Hryum nascono come progetto collaterale del bassista-cantante Yury Shumbasov e del chitarrista-cantante Anton Chugunov, entrambi membri della band death-folk metal dei Grobut Neerg. "Ragnaroll" è il loro primo album, le sonorità sono bastarde, crude e orientate a interpretare un folk metal stranamente spietato.

Sin dall'ingresso in scena di "Бешеный Tролль" ci si scontra letteralmente con una produzione asciutta e diretta, nella quale appaiono evidenti le inclinazioni estreme fornite dall'utilizzo di partiture death, thrash e sporcate di nero, con l'aggiunta di un additivo rock, che garantiscono sostanza. L'andamento ritmico scelto per modellare i brani fa del basso lo strumento principe, messo in grandissimo risalto, praticamente al pari della strumentazione extra-metal (probabilmente di natura campionata) e della prestazione vocale rauca ed effettata, ideale ad acuire la sensazione di pesantezza volutamente impressa alla musica.

Nelle poche notizie trovate in rete il duo parla di "Ragnaroll" come una sorta di esperimento, un disco che affida le redini della situazione al basso, relegando in secondo piano la sei corde — che comunque trova il modo di farsi apprezzare in sede solistica "Ачад" — e al quale è bastato aggiungere il classico tocco atmosferico per garantire la rocciosa tribalità e la fierezza riconducibili di norma allo stile folcloristico. Per il sottoscritto la prova è stata però superata solo a metà, in quanto pur non trovando brutti pezzi come "Рагнаролл" e "Пойдём Cо Mною B Лес, Kрасотка" né dispiacevole l'ascolto nel complesso, l'assenza di spinta e peso da parte delle chitarre nell'ossatura compositiva si sente.

"Ragnaroll" non è perfetto, ma quantomeno personale, è figlio della voglia di provare qualcosa di leggermente diverso, pur non rinnegando l'utilizzo delle armi-cliché che alimentano il panorama folk metal. Per queste ragioni ne consiglio l'ascolto agli amanti dello stile, poiché potrebbe rivelarsi un inaspettato diversivo.

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