OPERA IX – Strix – Maledictae In Aeternum

Gruppo:Opera IX
Titolo:Strix – Maledictae In Aeternum
Anno:2012
Provenienza:Italia
Etichetta:Agonia Records
Contatti:Sito Ufficiale
TRACKLIST

  1. Strix The Prologue
  2. 1313 (Eradicate The False Idols)
  3. Dead Tree Ballad
  4. Vox In Rama (Part 1)
  5. Vox In Rama (Part 2)
  6. Mandragora
  7. Eyes In The Well
  8. Earth And Fire
  9. Ecate – The Ritual
  10. Ecate
  11. Nemus Tempora Maleficarum
  12. Historia Nocturna
DURATA:01:06:40

Gli Opera IX sono un gruppo ormai storico della scena italica e, dopo ben otto anni di silenzio, tornano con il nuovo full, Strix – Maledictae In Aeternum, ultimo atto della trilogia iniziata nel 2002 con Maleventum e proseguita nel 2004 con Anphisbena. Personalmente ho sempre apprezzato maggiormente il precedente periodo della band (fino all’abbandono di Cadaveria e Flegias, per intenderci), in quanto i due capitoli sopracitati non erano mai riusciti a colpirmi in maniera particolare. Con il nuovo disco la band piemontese, seppure con le ovvie differenze dovute al passare del tempo, sembra aver voluto ricalcare in maniera più accentuata gli stilemi dei primi tre album, tentando di cucirsi addosso ancora una volta quel misticismo che tanto aveva giovato al loro sound.

Strix – Maledictae In Aeternum prende il via con “Strix The Prologue”, un’introduzione in cui viene già offerta la chiave di lettura lirica del disco e in cui viene immediatamente appurato il fatto che l’ambientazione medievaleggiante sarà uno dei cardini dell’intero lavoro. Il trademark Opera IX rimane sempre riconoscibile e sviluppato attorno a una mistura di Black Metal, elementi sinfonici e parti estremizzate, il tutto miscelato sempre in maniera molto personale. Pezzi come “1313 (Eradicate The False Idols)”, “Vox In Rama (Part 2)” e “Historia Nocturna” mettono in mostra cadenze quasi doomiche alternate ad aggressive accelerazioni e ad un’abbondante dose di pathos, in cui in più di un’occasione si palesa il fantasma degli Emperor, soprattutto per quanto riguarda certi interventi di tastiera dal sapore decisamente lugubre e maligno.

“Dead Tree Ballad” e “Nemus Tempora Maleficarum” potrebbero invece ricordare in qualche modo l’epicità di “Reptilian”, ultimo disco dei Keep Of Kalessin, unita a momenti più grevi e mortiferi in cui sguazzerebbero felicemente i Behemoth; in questi casi la marzialità dei pezzi è davvero dirompente e viene evidenziata bene la dualità di un approccio compositivo in cui si è probabilmente cercato di bilanciare in maniera equa l’attenzione per la parte atmosferica con i momenti più energici. Da menzionare inoltre l’ottimo trittico formato da “Mandragora”, “Eyes In The Well” e “Earth And Fire”, tracce improntate su costruzioni evocative in cui la spinta dark delle tastiere fa la parte del leone contribuendo alla creazione di un immaginario oscuro e dai toni decadenti, il quale viene ben alternato (anche se non sempre con risultati molto incisivi) a sfuriate che identificano un’infernale e ardente dimensione.

In questo nuovo album anche la voce di M. pare finalmente completamente a suo agio e l’insieme strumentale svolge un buon lavoro. A questo proposito va però detto che la produzione in alcuni casi affossa un po’ il ruolo della chitarra, specie nei fraseggi solisti; al contrario, la batteria ha un suono molto secco ed efficace e le tastiere intervengono spesso a sostegno di strutture non sempre robustissime. Se dovessi evidenziare qualche difetto parlerei della discontinuità di soluzioni vincenti, di qualche sbavatura esecutiva qui e là e di alcune scelte non proprio felici (il clean in “Ecate”, ad esempio, vorrebbe essere maestoso, ma risulta invece francamente inascoltabile).

Tutto sommato comunque Strix – Maledictae In Aeternum è un prodotto di buona fattura che può rialzare le quotazioni di una band che si era, a mio parere, un pochino “persa” (passatemi il termine) nelle ultime due prove. La durata del disco (più di un’ora), nonostante sia consuetudine degli Opera IX scrivere brani molto lunghi, potrebbe scoraggiare alcuni, ma vorrei aggiungere che l’album non è immediato da accogliere e necessita di svariati ascolti prima di essere metabolizzato appieno. Non credo di dovervi dire molto altro: la scelta è soltanto vostra. Presterete attenzione al richiamo della Strega?

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