OPHIS – Withered Shades

 
Gruppo: Ophis
Titolo:  Withered Shades
Anno: 2010
Provenienza:  Germania
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. The Halls Of Sorrow
  2. Suffering Is A Virtue
  3. Earth Expired
  4. Necrotic Reflection
  5. Halo Of Worms
DURATA: 01:04:21
 

Secondo album per la band tedesca di doom-death metal Ophis che entra a far parte del nutrito e ben assortito roster dell'etichetta russa Solitude Productions. Tenete conto che "Withered Shades" dura circa un'ora e cinque minuti ed è composto da sole cinque tracce quindi ci vorrà poco a capire che vi attendono episodi la cui lunghezza è importante sia che si parli della breve, si fa per dire, "Suffering Is A Virtue" con i suoi nove minuti e mezzo che della lunga "Necrotic Reflection" di quasi sedici, la proposta rispetterà sempre e comunque i canoni del genere che le da vita.

L'abisso oscuro creato dai profondi solchi rilasciati da un riffing dilatato, ma sprigionante sensazioni cineree pari a una fitta coltre grigiastra verrà più volte allietato, prendete l'aggettivo in questione con le pinze, da incursioni melodiche o irrobustito da cambi di tempo che tramutano le desolanti ritmiche monolitiche in altre maggiormente propense a colpire l'ascoltatore. Un monoblocco che vi si pone dinanzi e a cui è difficile resistere, il brillare plumbeo delle composizioni è alquanto suadente tanto da poter riuscire a conquistare anche gli amanti del doom più classico e che prediligono sonorità più heavy come accade nei classici Candlemass e Solitude Aeturnus.

Il suono degli Ophis ha raggiunto una maturità e un equilibrio stabile fra la carica del death, l'atmosfera funerea e le melodie melancolico/nostalgiche ed è per questo che adesso la probabilità d'insidiare anche orecchie di chi proprio non è interessato generalmente all'estremo è aumentata. Certo è che quando il piede pigia sull'acceleratore non perdono l'1% in potenza o solidità, nè tanto meno l'animo di "Withered Ashes" muta il suo umore che rimarrà costantemente cupo.

L'album è nero, lo stile vocale di Philipp Kruppa ringhia incattivito e profondo come se le parole venissero a galla dal sottosuolo liberando puro dolore, rimembrando il funeral doom dei connazionali Ahab o degli storici paladini del genere Skepticism, il che non può che suscitare piacevoli sensazioni.

I teutonici hanno confermato quanto di buono fatto con "Stream Of Misery" ed è già tanto esser capaci di bissare la buona prova offerta con quel disco, per alcuni magari "Withered Shades" sarà superiore al primo nato, mentre per altri no, resta il fatto che gli appassionati dello stile si ritrovano con l'ennesimo titolo da inserire in lista acquisti. Se avete un disperato bisogno di soddisfare il vostro desiderio di sofferenza spirituale giornaliera, gli Ophis sapranno come accontentarvi!

 

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