ORBE – Albedo

ORBE – Albedo

Informazioni
Gruppi: Orbe
Titolo: Albedo
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/orbeterraqueo
Autore: Mourning

Tracklist
1. Lilith
2. Xbalanque
3. Amaterasu
4. Sisifo
5. Arjuna

DURATA: 54:35

L’italiano continua sin troppo spesso a fare l’errore di guardare nel giardino del vicino, è vero che il proverbio dice che “l’erba del vicino è sempre più verde” ma vale sempre e comunque? Direi di no, tant’è che la scena musicale nazionale per quanto criticata vanta un sottobosco vivo, fertile e che regala sorprese ogni volta che uno giri la testa anche solo per un attimo.
Mi chiedo ad esempio come mai i varesini Orbe siano ancora senza contratto, la formazione ha già sette anni di vita e con “Albedo” (il titolo del disco si riferisce alla seconda fase alchemica e il termine da solo può essere inteso come “luce visibile”), un concept album ispirato dalla narrativa di Joseph Campbell di “The Hero Of Thousand Faces”, rimpolpa il filone il post metal italico che vanta già la presenza di cavalli di razza come i Lento, Viscera///, Innervacuum, At The Soundawn, Dead Elephant.
La proposta è unicamente strumentale e viene sviscerata in cinque composizioni dalla lunga esposizione tanto che il platter raggiunge infatti quasi l’ora di durata complessiva, la bravura degli Orbe sta nel riuscire con continuità a mantenere l’ascoltatore al proprio fianco attraverso questo viaggio fatto di costanti e significativi cambiamenti sonori chiamanti in causa realtà disparate fra loro.
Ascoltando attentamente vi renderete conto di come il disco vada a ondate o se volete a echi che rimbalzano facendo vibrare le canzoni in maniera personale anche nei momenti in cui l’una o l’altra possano indicare al nostro orecchio la presenza, che non definirei ispiratrice ma di gradevole supporto, di act quali Pelican, Neurosis, Tool modificando il suono e l’emissione delle sue radiazioni con aumenti di pressione sfruttanti la matrice hardcore oriented o decidendo improvvisamente di fluttuare, rimanere sospesi spinti da delicati venti astrali che alimentano il circuito psichedelico che di lì a breve potreste incrociare.
E’ complicato, almeno per quanto mi riguarda, esaminare le tracce una per una, il pavimento creato dagli Orbe su cui l’ascoltatore ha il via libera al passaggio vede nella contiguità emotiva dei pezzi una caratteristica quasi preponderante.
Non conosco il libro da cui hanno tratto i loro spunti, la scelta delle figure mitologiche prese in considerazione ha però una sua logica, la scelta di Lilith, demone che incarna la parte oscura della femminilità che lede l’uomo succeduta dalla figura eroica del maya Xbalanque i cui figli sconfissero il dio del regno di sotto, il signore degli inferi Xibalba, Amaterasu divinità nipponica legata al Sole che per un periodo si cela lasciando all’oscurità la Terra, precede Sisifo colui che provò a scappare dal “buio” morale del regno di Ade finendo per rimanervi incatenato per l’eternità costretto a spingere un masso che rotolerà nuovamente al punto di partenza arrivato in cima, vengono “liberate” in “Albedo” dalla purezza del guerriero Arjuna? Sembrano davvero le mille sfaccettature di un eroe. Ogni personaggio rappresenta una o più “doti” negative e positive insite nella natura di quella “divinità” che è l’essere umano e i cambi umorali innestati all’interno dei brani sono eloquenti e convincenti nel fornire un aspetto sonoro adeguato a ognuna di esse.
Potrei scrivere e scrivere di questi ragazzi, di come sia evidente la fluidità del songwriting, impossibile non notarlo dato che un pezzo di quasi quattordici minuti scivola come se ne durasse dieci in meno e ti venga voglia di rimetterlo su appena finito, di quanto siano eleganti e alle volte magniloquenti nel dare una placida carezza e animosità alle canzoni, preferisco darci un taglio e dirottarvi direttamente all’ascolto di questo piccolo gioiellino.
Prendendo spunto dall’incipit del testo, se davvero in Italia siamo così “stolti” da considerare poco giovani compagini che valgono davvero, auguro ai ragazzi di avere la stessa fortuna dei nostri connazionali Lento firmando per un’etichetta come la Denovali o dovendo rimanere sul nostro territorio affidandosi a gente seria, professionale e che ama l’underground come la Frohike, in entrambi i casi, in bocca al lupo!

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