ORCRIST – We Come In War

ORCRIST – We Come In War

 
Gruppo: Orcrist
Titolo: We Come In War
Anno: 2009
Provenienza: Italia
Etichetta: Apollon Records
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TRACKLIST

  1. We Come In War
  2. From The Fog – Enshroude Desolate Lands
  3. Winter Might
  4. Mother Of Infernal Night
  5. Ode To The Wolf's Torment
  6. Breathless
  7. The Silence
DURATA: 31:54
 

Ritorno col botto per i nostrani Orcrist, che dopo tre anni di silenzio (split con i Beastcraft a parte) riaffiorano sulla scena con una formazione rinnovata, eccetto ovviamente lo stesso Grav, batterista e fondatore della band. Il suono di "We Come In War" è sicuramente rimasto ancorato alle origini, ma contemporaneamente rivolto verso orizzonti più atmosferici ed emozionali.

Rispetto al suo predecessore "Black Blood Raised", la prima cosa che spicca è la vena celata di malinconia che percorre come un filo sotterraneo quasi tutti i brani, merito soprattutto di Mane (Defixio) e dei suoi arrangiamenti e arpeggi suggestivi e ipnotici, che rendono la chitarra il muro portante di ogni brano, su cui si innestano il resto degli strumenti. La scelta di utilizzare prevalentemente tempi medi e lo screaming aspro e tagliente di Sacrifice (Mourning Soul e Rovina) abbinata a una metrica davvero azzeccata e una produzione pulita ultimano il tutto, conferendo a ogni brano peculiarità e spessore senza nessun calo di tono, nonostante l'intero disco presenti influenze e susciti sensazioni diverse.

Si passa dalle note sognanti e tristi di brani come "Mother Of Infernal Night" e "The Silence" alla carica delle influenze black'n'roll di "From The Fog – Enshrouded Desolate Lands" e "Breathless", per poi assestarsi su pezzi come "Ode To The Wolf's Torment" o la stessa titletrack che fondono sapientemente entrambi gli umori! A fare da collante troviamo poi ascendenti che vanno dal sound tipico dei primi '90 (questo per fortuna prevale nettamente) al feeling che si può rintracciare nelle ultime uscite dei Darkthrone, come un ponte sonoro che — oscillando tra passato e presente (almeno tale sarebbe secondo alcuni… chi ha detto Fenriz?) — attraversa l'intera storia del genere.

In definitiva, si tratta di un lavoro decisamente sopra la media e non si possono che apprezzare i risultati ottenuti, che riflettono perfettamente sia la scelta ponderata e ben riuscita dei nuovi membri, che hanno contribuito al meglio alla realizzazione dell'album, sia la maturità raggiunta dalla creatura di Grav nel corso degli anni. Unica nota di demerito che sento la coscienza di sottolineare è per la copertina che — gusti a parte — rende davvero poco il contenuto del disco e il feeling che lo permea, rischiando di sminuirlo.

"We Come In War" è anche disponibile su tape limitata a cinquanta copie come versione rehearsal nello split con gli Uruk-Hai uscito sempre nell'anno corrente. Nella speranza che l'attuale formazione, dati gli ottimi risultati, si mantenga nel tempo, consiglio a tutti coloro che mai hanno abbandonato la vecchia Nera Fiamma di fare proprio questo lavoro.

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