ORDER FROM CHAOS – Stillbirth Machine

 
Gruppo: Order From Chaos
Titolo:  Stillbirth Machine
Anno: 1993
Ristampa: 2008
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Wild Rags Records / Nuclear War Now! Productions
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TRACKLIST

  1. The Edge Of Forever
  2. Power Elite
  3. Iconoclasm Conquest
  4. Forsake Me This Mortal Coil
  5. Stillbirth Machine
  6. Blood And Thunder
  7. As The Body Falls Away
DURATA: 35:24
 

Il vecchio saggio dice: "Album prestato, mai più ritornato. E dopo questa haiku zen di profondo spessore andiamo a recensire un album tanto bello quanto sfortunato, per il quale possiamo dire che il titolo ("macchina dei nati morti") è stato profetico (nomen omen direbbero i romani).

Siamo nel 1993 e cosa ti vado a leggere sulla fanzine della Wild Rags ("The wild rag")? L’uscita di questa sconosciuta band di Kansas City al suo esordio discografico. Ordino baldanzosamente il cd che mi arriva dopo un tempo pari al moto di rivoluzione di Plutone intorno al sole. Ed ecco, ho tra le mani un lavoro con in copertina un disegno del grande Geiger (Alien vi dice nulla?). Messo il cd nel lettore vengo catapultato nel mondo oscuro e devastante degli Order from Chaos. Ma il finale della tragica storia di questo disco verrà svelato alla fine della recensione (suspance).

Vi parlerò invece della musica e in particolare della versione di "Stillbirth Machine" prodotta nel 2008 dalla Nuclear War Now!: uno stupendo vinile con la copertina ripresa dal Promo del 1992 della band, intitolato "Alienus Sum", e un poster con tutti i loro lavori ufficiali dall’inizio della carriera fino allo scioglimento. Davvero un oggetto pregevole, non fatevelo sfuggire se lo trovate ancora in vendita. Il lavoro estetico del prodotto è notevole e le illustrazioni sono quanto di più azzeccato per immergersi nel delirio cacofonico della band.

L’album si apre con un’intro ripresa dal film "2001 Odissea nello Spazio", per far capire subito che questo lavorò ci porterà verso lidi alieni, dove non ci attende niente di umano. È con "The Edge Of Forever" (il limite dell’eternità) che il trio assassino composto da Helmkamp, Keller e Miller ci sbatte in faccia un’ondata di suono pari all’impatto di un meteorite! Il sound delle chitarre è quanto di più marcio e crudele possiate immaginarvi, con assoli ronzanti e striduli, (senza scadere nel ridicolo come avviene in molte delle produzioni per cui "registrato male=cattivo"), il basso è un suono pulsante e sordo che si amalgama al resto, la batteria evita tempi ultra veloci per concentrarsi su un lavoro di piatti e di stoppate che conferiscono a ogni pezzo una sua personalità. Un plauso speciale va alla voce di Helmkamp: un urlo da un altro mondo, grezzo e ruvido come una motosega, che si alterna a sporadici gridi disumani sparati una o due ottave sotto (usando un pitchshifter… spero!).

Il suono è quello di un Death Metal influenzato pesantemente dal Thrash, precisamente da Venom, Bathory, Sodom, anche se i veri padri ispiratori di questo lavoro sono gli Hellhammer/Celtic Frost, basta ascoltare un pezzo come "Blood And Thunder" (sangue e tuono) o vedere la scelta delle copertine che rimandano a lavori come "Into The Pandemonium" e "To Mega Therion".

È bene precisare che gli Order from Chaos sono tutt’altro che una copia, come spesso capita nel metal: Stillbirth Machine è un prodotto molti versi ineguagliato, originale al 100% e forse per questo poco capito, che riesce a trascinare l’ascoltatore in un mondo oscuro di caos come solo Giger lo potrebbe dipingere (dopotutto il titolo dell’album deriva proprio da una delle opere del maestro svizzero). L’impatto sonoro finale è quanto di più caotico possiate immaginare, tuttavia senza mai perdere la comprensibilità dei riff e di cosa stanno facendo i singoli strumenti. Insomma, non un caos fine a se stesso, ma ordinato!

I testi, quasi interamente scritti da Helmkamp, rappresentano la sua visione filosofica che rimanda sempre all’umanità ignorante e succube, nella quale si staglia l’alieno, individuo saggio disposto a portare la sapienza che però non viene né ascoltato né capito dalle masse.

In definitiva, questo lavoro è una pietra miliare, un album originale sia in termini musicali che di concept, un’opera ben realizzata che però ha sofferto di una sfortuna infinita! Per chi non se lo fosse accaparrato, tra poco la Osmose lo ristamperà nuovamente, l'aveva già fatto nel ’98… in quel caso non avrete scuse, dovrete comprarlo!

Per concludere la storia del cd sfigato: L’album mi colpì da subito e lo ascoltai per molto tempo, poi un giorno quel cd con la copertina di Giger fu prestato e non tornò mai più, porca zozza lurida e infame! A quanto pare la sfiga legata a questo lavoro non aveva colpito solo gli Order From Chaos bensì  tutte le copie dell’album, compresa la mia!

Sì, perché quel povero disco ha avuto proprio una storia travagliata: innanzitutto "Stillbirth Machine" venne stampato in contemporanea da ben due etichette, la statunitense Wild Rags e la greca la Decapitated Records (trovai questo seconda versione nel 94 in un banchetto al centro sociale occupato dell’indiano dove si facevano concerti metal e rimasi di stucco a vedere che aveva una copertina diversa dal mio). Nessuna delle due etichette ha mai versato un soldo agli Order from Chaos (i quali definiscono quella Wild Rags come la versione ufficiale perché almeno fu stampato con le immagini che avrebbero voluto!). Dubito inoltre che la Wild Rags abbia versato un singolo centesimo a Giger per la copertina. Oltretutto Giger è conosciuto per essere gelosissimo dei suoi lavori e credo che non avrebbe mai concesso un suo disegno così alla leggera se non per una cifra immane (credo che i Celtic Frost lo stiano ancora ringraziando per la copertina di "To Mega Therion"). Dopotutto Wild Rags non ha pagato la band, figuriamoci Giger!

Insomma, al tempo sia Wild Rags che Decapitated confermavano che la loro versione di "Stillbirth Machine" fosse quella ufficiale e che quella dei concorrenti era un bootleg! Il bello è che in fin dei conti nessuna delle due era veramente ufficiale. Ancor più bello è stato lo scoprire che a quanto pare sia Wild Rags che Decapitated furono magicamente capaci di sputtanare qualsiasi master arrivasse fra le loro mani. La versione di NWN! di "Stillbirth Machine" ha dei suoi decenti, ma dovreste sentire quelle della Wild Rags e della Decapitated! Roba da urlo!

Altro aneddoto aggiuntivo che riguarda un’altra band e che dimostra la capacità di sputtanemento di queste etichette: la Decapitated cambiò nome in Unisound Records e mise sotto contratto i fiorentini Necromass. Anche in quel caso il master inviato dal gruppo per il loro disco di debutto venne martoriato e ne tiraro fuori una stampa su cd vergognosa! I greci ne sbagliarono pure il titolo! Misteri delle etichette discografiche scorrette! Chissà, magari "Carrion for Worm" dei Nuclear Death, uscito per Wild Rags, nel suo master originale è musica classica!

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