ORDER OF ORIAS – Inverse

Informazioni
Gruppo: Order Of Orias
Titolo: Inverse
Anno: 2011
Provenienza: Australia
Etichetta: World Terror Committee
Contatti: myspace.com/orderoforias
Autore: Mourning

Tracklist
1. Presence
2. Irreverence
3. Offering
4. Ash And Sparks
5. Concealer
6. Bleak One
7. Void

DURATA: 49:57

ORDER OF ORIAS - Inverse Australia e black, un binomio robusto e duraturo, spesso e volentieri con la violenza come cardine primo, altre volte con la cacofonia, c’è poi anche chi prova a mettere un po’ di aroma nella proposta puntando su una ricetta tipicamente europea che fonde old school e atmosfere particolari, gli Ordes Of Orias è quest’ultima tendenza che assecondano.
La formazione, nata come Eidolon e tramutatasi in quella attuale dopo il 2006 vede al suo interno membri di realtà note quali Denouncement Pyre, Accursed, Adamus Exul, aveva pubblicato il demo “Offering” nel 2009 e l’ep “Birth” nel 2011, anno che sul finire vede dato alla luce anche il debutto in formato full-lenght “Inverse”.
Il platter si nutre in maniera evidente di una matrice scandinavo-norvegese importante, sia i Darkthrone che i loro emuli finlandesi Clandestine Blaze, dotati di un minimo di personalità, mixati a uno stampo atmosferico da creatura del filone ortodosso; si muove con cadenze e dinamiche note, una sequenza di mid-tempo e up-tempo intervallati da profonde scanalature nelle quali dilatazioni il sentore di malsano acquista vigore.
La composizione della tracce non spicca certo per originalità, permette però dopo l’ingresso preparatorio dello strumentale “Presence” di dar avvio con “Irriverence” e “Offering” a un degno slancio, è affascinante il modo con il quale il piano s’interseca e l’assolo prende vita all’interno della prima con la rabbia, le dissonanze e l’atteggiamento sfrontatamente thrash che in un paio di circostanze basterebbero a offrirvi una chiave di lettura delle pulsioni e delle modalità con le quali vengono riversate nel sound degli Order Of Orias, cosa manca allora?
Mancano quelle sensazioni forti che attanagliano, manca quella componente dissacrante e devastante che è presente nei Funeral Mist, il senso di dispersione e ossessività maligna dei Deathspell Omega, la perdizione e l’angoscia claustrofobica dei Blut Aus Nord, quello che è ancora incompleto è l’aspetto emotivo appiattito a sua volta dalla carenza di ramificazioni sonore.
“Inverse” è battente, sa difendersi bene nei rallentamenti, alternare le due anime, quella sprezzante e quella evocativa, ma non possiede quel quid, quello sbocco che ti fa scivolare addosso la presenza delle note. Dopo i primi pezzi pur rimanendo su di un livello qualitativo più che soddisfacente, le movenze e l’applicarsi nel tentativo di concentrare gli sforzi, probabilmente per creare un lavoro coinvolgente non solo dal lato dell’irruenza, si è caduti nella trappola della ripetitività, gli schemi assimilati in precedenza si incrociano nuovamente senza apportare significativi sbalzi e motivazioni che scuotano se non a tratti in “Ash And Sparks” e nella lunga conclusione affidata a “Void”.
Guardando la cover dell’album noterete una chiara somiglianza nello stile espositivo adottato da alcune delle ultime release del 2011, si vedano quelle di Consolamentum (peraltro compagni di etichetta) e Blut Aus Nord, ciò è decisamente apprezzabile per il significato però vi rimando all’acquisto del digipak originale contenente anche il booklet curato sempre dell’artista Mestazis.
Un disco che non dispiace quello degli Order Of Orias, che però fa notare quanto si possa fare di più con le qualità messe in campo dal combo australiano.
La prima è andata, mi attendo però grandi passi in avanti già dal prossimo lavoro.

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