ORDER OF VICTORY – Memento Belli

 
Gruppo: Order Of Victory
Titolo:  Memento Belli
Anno: 2014
Provenienza:   Russia
Etichetta: Casus Belli Musica
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TRACKLIST

  1. The Old World Last Summer
  2. Saint George
  3. You Won't Survive
  4. Sister Of Mercy
  5. Unsent Letter
  6. Phoenx
DURATA: 34:04
 

Ricordare la guerra, poiché, come non mancano di sottolineare gli artisti (rifacendosi a un antico motto di Platone) una nazione che non ricorda il suo passato non avrà futuro: la volontà dei russi Order Of Victory è esattamente quella, riportare alla memoria gli eventi della Prima Guerra Mondiale e narrare del coraggio dei soldati che hanno combattuto in essa. Una guerra talvolta dimenticata, o comunque oscurata dai clamorosi eventi che negli anni successivi ebbero vita in Russia e che portarono all'affermazione del partito comunista, che viene qui rispolverata attraverso sei tracce di musica folkloristica russa contaminata da venature di stampo marziale.

Va evidenziato prima di tutto l'eccellente corredo inserito nell'edizione fisica del disco, prodotto in serie piuttosto limitata (quattrocentoquattordici copie): il set comprende, oltre al cd, una fotografia incorniciata ritraente il dipinto di un soldato, una cartolina commemorativa e il foglio delle liriche ricostruito come una vecchia pagina di un quotidiano, su un lato si trovano i testi in russo, dall'altro i corrispettivi in inglese. I temi trattati sono — traduzioni alla mano — piuttosto scontati, e non potrebbe essere diversamente vista la tipologia di disco, tuttavia i testi risultano ben strutturati e credibili, mentre la lingua russa aggiunge un tocco esotico, che sarà sicuramente gradito a chi — come il sottoscritto — adora il suono degli idiomi di origine slava. Non c'è spazio solo per le gesta memorabili dei soldati, ma anche per il dolore che la guerra comporta, per i lutti famigliari, per gli amori spezzati.

Ciò nonostante "Memento Belli" non riesce a convincere, poiché musicalmente parlando appare piuttosto scarno, e sebbene nessuno desideri metterlo a paragone coi maestri della musica marziale più pomposa, a tratti si mostra davvero troppo povero per dare un giusto supporto al comparto lirico. I brani migliori risultano infatti quelli in cui la componente folkoristica tradizionale ha peso maggiore rispetto alla sua controparte marziale ("The Old World Last Summer", "Sister Of Mercy"). Quando al contrario i Nostri tentano di dare maggiore epicità ai loro brani emergono tutte le pecche dell'opera: sintetizzatori inconsistenti e soprattutto comparto percussivo troppo poco incisivo per rendere la proposta credibile fino in fondo. Sebbene sia comprensibile la scelta di voler dare al disco un tocco rustico e a suo modo "vintage", un settore tecnico appena migliore avrebbe sicuramente donato tutt'altro spessore.

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