ORDO INFERUS – Invictus Et Aeternus

 
Gruppo: Ordo Inferus
Titolo: Invictus Et Aeternus
Anno: 2014
Provenienza: Svezia
Etichetta: Doomentia Records
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TRACKLIST

  1. Sub Imperio Prolapso
  2. Lingua Silentium
  3. Io Saturnalia
  4. Tunica Molesta
  5. Damnati
  6. Antequam Porta Aperiatur
  7. Divinatio Tuscalana
  8. Decimatio
  9. Rhea Ilia
  10. Daemoniatus
  11. Servi Domini Veri
  12. Saturnum Salutamus
DURATA: 48:26
 

Gli Ordo Inferus sono una legione death metal proveniente dalle fredde lande della Svezia, un progetto nato come una collaborazione fra europei e statunitensi, infatti sino a poco tempo fa il bassista era Daryl Kahan (Disma, Funebrarum ed ex Abazagorath), divenendo poi una creatura totalmente scandinava con l'uscita di quest'ultimo. Al momento la formazione è composta da Tony Freed (Godhate ed ex Thronaeon) alla voce, Hempa Brynolfsson (Excruciate ed ex Internal Decay e Carbonized) alla chitarra, Janne Björkenfjäll (Birch Mountain, Excruciate, Malfeitor ed ex Mastication, Exhumed, Godhate e Morpheus) alla batteria e Sebastian Ramstedt (Black Trip ed ex Morpheus, Exhumed, Necrophobic e Nifelheim) alla chitarra ritmica e solista.

I nomi coinvolti e il loro curriculum musicale porterebbero a pensare di trovarsi fra le mani l'ennesimo disco svedese che suona e si racconta "alla svedese", e in buona parte ciò è vero, anche se "Invictus Et Aeternus" sembra mostrarsi ben deciso a oltrepassare i propri confini nazionali. Ciò appare evidente sia per il concept incentrato sull'ascesa dell'Impero Romano sin dalla sua creazione (con tanto di titoli dei pezzi in latino) e imperniato su alcune figure guida come quelle di Rea Silvia, Cesare e della divinità dell'abbondanza Saturno, sia per le sonorità il più delle volte riconducibili a realtà come i Bolt Thrower e i Morbid Angel.

Pur possedendo brani convincenti quali "In Lingua Silentium", "Divinatio Tuscalana", "Decimatio" e "Rhea Ilia" e avendo utilizzato e posizionato correttamente gli strumentali in scaletta (in apertura "Sub Imperio Prolapso", a metà "Antequam Porta Aperiatur" e nel finale "Saturnum Salutamus"), purtroppo l'album non spicca completamente il volo, in quanto soffre soprattutto la poca consistenza di quelle che dovrebbero essere le vibranti sessioni d'attacco in velocità. La musica degli Ordo Inferus infatti risulta essere molto più concreta e massiccia nel momento in cui tende ad assumere una connotazione più lenta e battagliera.

"Invictus Et Aeternus" è un disco death metal che senza troppi giri di parole punta ad accaparrarsi le simpatie e l'ascolto di tutti coloro i quali sono indissolubilmente legati a uscite di stampo vecchia scuola, ma non sarà in grado di stupirli — in questo caso — come in molti altre occasioni al giorno d'oggi. Il mestiere acquisito negli anni dagli artisti che l'hanno realizzato gioca un ruolo fondamentale nel mantenerlo a galla, tuttavia dovrebbe essere capace d'intrattenere e regalare un paio di gradite situazioni nelle quali poter "scapocciare".

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