ORGANISATION TOTH – The Sword Of Creation

ORGANISATION TOTH – The Sword Of Creation

Gruppo:Organisation Toth
Titolo:The Sword Of Creation
Anno:2013
Provenienza:Francia
Etichetta:Rage In Eden
Contatti:Non disponibili
TRACKLIST

  1. WerWolf
  2. W.A.R.
  3. Primordial Cult
  4. Now It Is Northern Ice…
  5. Solar Law
  6. Ekstatischer Kampf
  7. Von Ewigkeit Zu Ewigkeit
  8. WerWolf Ende
DURATA:40:01

Musica rituale e modernità si sposano in un connubio elegante e affascinante nella nuova creatura del musicista francese noto con lo pseudonimo di Organisation Toth, ennesima produzione di pregio della polacca Rage In Eden nell’anno appena terminato. Portatore sano di virus industriali, il disco non si discosta di molto dai canoni che definivano il precedente The Living Forces Of Evil e al tempo stesso riesce a inclinare leggermente l’asse musicale verso universi più introspettivi e intimisti, lasciando in secondo piano i temi più strettamente marziali ed eroici.

Il loop ossessivo di “WerWolf” accoglie e accompagna gli astanti in una spirale oscura e mistica, che prende una forma più definita con le contaminazioni noise e martial della successiva “W.A.R.”, brano lineare e al tempo stesso destabilizzante, in cui una incessante traccia elettronica viene arricchita da tamburi marziali e impercettibili orpelli elettronici. Bisogna aspettare tuttavia la successiva “Primordial Cult” per comprendere appieno il senso del disco, e accorgersi di quanto Ö.livier.T. (altro pseudonimo dell’artista) sia stato capace di scavare a fondo la modernità, alla ricerca di una sensibilità ancestrale. Sensibilità che nello specifico si concretizza nel corso di questa traccia in una pulsione primordiale (il cui beat s’avvicina drammaticamente alla dubstep di Burial) su cui dissonanze elettroniche e abissi dark ambient si intersecano senza soluzione di continuità.

Il percorso è segnato, il disco prosegue senza momenti morti la sua esplorazione e Organisation Toth varia con maestria i panorami sonori, riuscendo nel compito di non stancare l’ascoltatore nonostante la complessa materia con cui ha forgiato la sua opera. Si viaggia fra le vertiginose altezze e i baratri di “Now It Is Northern Ice…” e l’industrial contaminato di noise al centro di “Solar Law”.

L’autodisciplina, nominata come una delle tematiche portanti del disco in sede di presentazione, e le conseguenti reminiscenze marziali sono attrici protagoniste in “Ekstatischer Kampf “, uno degli episodi più sgraziati e violenti del lotto, brano prontamente affiancato da “Von Ewigkeit Zu Ewigkeit” la cui melodia lenta distende l’atmosfera fattasi ormai irrespirabile. Il suono di un clavicembalo (o qualcosa di simile) si interseca con una base elettronica monotona, mentre una voce disumana invade l’aere appropriandosi lentamente della scena. Giunge infine “WerWolf Ende”, che trasporta con sé l’ossessiva ripetitività elettronica da cui aveva preso le mosse il disco.

Il cerchio si chiude e con esso un’opera di rara profondità, in cui modernità e ancestralità si trovano sapientemente giustapposte senza mai stridere, anzi compenetrandosi e contribuendo entrambe in egual misura all’esplorazione di alcuni degli antri più reconditi dell’animo umano.

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