ORIGINAL SIN – Misanthropic

ORIGINAL SIN – Misanthropic


Informazioni
Gruppo: Original Sin
Anno: 2007
Etichetta: Funeral Moonlight Productions
Autore: M1

Tracklist:
1. Shadow
2. The Black Cloud Upon The City
3. Ruin All
4. Be Disgusted With The City
5. Lost Wisdom (Burzum Cover)
6. Pure Land
7. The Elegy Of The City
8. Original Sin

DURATA: 48:18

Se a dispetto diORIGINAL SIN - Misanthropic vecchie glorie che si svendono per mettere da parte pensioni dorate o “corvi” che ne decretano la morte possiamo ancora oggi parlare di black metal il merito va ascritto sicuramente all’underground internazionale, che ha trovato terreno fertile per esportare il verbo dei padri norvegesi quasi ovunque sul globo. Non stupisce più perciò trovarsi di fronte ad una band di origine esotica, in questo caso dobbiamo spingerci fino alla terra di Mao Tse Tung, la Cina, per incontrare gli Original Sin, progetto solista di Evil Soul che si è occupato di registrare tutti gli strumenti oltre alla voce.
“Misanthropic” è il suo primo lavoro sulla lunga distanza nonchè terza uscita che il gruppo elargisce ai fan nel 2007 dopo gli split con gli italici Mourning Soul e con i Neftaraka (Malesia), sempre su etichetta Funeral Moonlight Productions. Ad accoglierci è “Shadow”, sorta di lunga introduzione composta da archi e rumori di sottofondo, un paio di secondi di quiete e poi “The Black Cloud Upon The City” squarcia l’atmosfera sospesa, riportandoci alla realtà, una realtà fatta di sofferenza, di città grigie inglobate da cumuli di smog insalubre così come sono le metropoli cinesi. Il suono è piuttosto grezzo ed il continuo zanzario delle chitarre è una lama che si fissa nel nostro animo sino a raggiungere apici di caoticità in “Ruin All”, poi è la volta di “Be Disgusted With The City” che ci riporta alle sensazioni di angoscia e disgusto su ritmiche cadenzate e uno screaming sofferto. A metà tracklist giunge “Lost Wisdom”, immortale opera di Burzum, qui le vocals di Evil Soul si fanno maggiormente “piene” e pur in presenza di un paragone sempre scomodo la prova offerta è convincente. Il trittico conclusivo prosegue il percorso precedentemente intrapreso, il gran finale è offerto da “Original Sin” coi suoi quasi undici minuti dall’umore mutevole, passa infatti dall’incipit depressive ad un’accelerazione vorticosa e nel mezzo c’è lo spazio pure per delle inaspettate clean vocals.
“Misanthropic” da quanto avrete letto non è un’opera clamorosa nè sensazionale, black metal puro, grezzo, sincero e sentito così come l’ortodossia impone. Non guardate perciò all’origine geografica con disprezzo, in questo caso la globalizzazione presenta uno dei suoi pochi aspetti positivi nel diffondere la Nera Fiamma.

Facebook Comments