OSSIMORO – Deus

OSSIMORO – Deus

Informazioni
Gruppo: Ossimoro
Anno: 2010
Etichetta: Sg Records
Autore: Mourning

Tracklist
1.Intro
2.Deus Ex Machina
3.Splende Il Fuoco
4.Sierra
5.Assassino
6.Sotto Il Sole
7.Il Sole A Mezzanotte
8.Il Culto
9.Ceneri

DURATA: 41:52

La band romana degli Ossimoro, dopo il buon debutto del 2007 “Corvi Nel Cielo Spento”, ritorna alla carica con un nuovo album intriso d’influenze hard rock/stoner e grunge dal titolo “Deus”.
La formazione ricorda per certi versi due act fondamentali del movimento alternativo italiano ingiustamente poco calcolati dai grandi circuiti ma che nell’underground sono storia, parlo degli act milanesi Ritmo Tribale con il mitico Stefano “Edda Rampoldi” alla voce e i grandissimi Movida di quella “Il Cielo” diventata un inno vero e proprio del rock italico.
I ragazzi sono molto più stoner oriented soprattutto in brani come “Sierra” e “Ceneri” dove l’influenza del genere desertico/sabbathiano si fa prorompente, mostrano il lato più evocativo in “Splende Il Fuoco”.
Con “Assassino” la parvenza di calma è solo apparente, il brano dopo pochi arpeggi si trasforma in una composizione monolitica dove forse solo i gorgheggi del cantante si potevano anche evitare, ci pensa quindi il buon solo in stile bluesy a ridare carica sul finire.
La scelta di eseguire le liriche in italiano è meritevole di rispetto, se poi vengono interpretate come nel caso di Francesco Fornara (che trascurando quel piccolo neo prima citato ha davvero poco di cui farsi rimproverare) si va sul sicuro.
Del resto la vena compositiva del chitarrista Federico Venditti per chi segue la scena è manna dal cielo, le lancette volente o nolente tornano indietro sul finire anni Ottanta/primi Novanta e la cosa non può che far piacere.
Lavoro solido quello fornito dal motore costituto da Fabrizio Ferrante alla batteria e Paolo Recchia al basso, alle volte troppo quadrati, forse avrebbero potuto anche osare di più evitando qualche fase di stasi che diminuisce l’intensità (seppur lieve) dei pezzi ma la qualità non manca di sicuro.
Un disco riservato agli appassionati (mi auguro in crescita) di quello che era ed è il movimento hardrock/stoner italico, se siete fra questi un ascolto a “Deus” non potete non darlo.

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