OV HOLLOWNESS – Drawn To Descend

 
Gruppo: Ov Hollowness
Titolo:  Drawn To Descend
Anno: 2011
Provenienza:  Canada
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Old And Colder
  2. Drawn To Descend
  3. Desolate
  4. Winds Forlorn
  5. Drone
  6. The Darkness
DURATA: 48:27
 

Nel 2010 vi avevo presentato il debutto dei canadesi Ov Hollowness intitolato "Diminished", il solo-project di Mark R. era autoprodotto e aveva lasciato dei buonissimi ricordi al sottoscritto tanto da cogliere al balzo l'occasione di scrivere del successivo "Drawn To Descend" ora marchiato Hypnotic Dirge Records.

Sono rimasto un po' interdetto dopo vari e vari passaggi nello stereo, sembra che l'artista non abbia la benché minima intenzione di uscire al di fuori dei canoni che si era precedentemente stabilito (anche se sul finale l'imprevisto c'è, eccome).

Le composizioni rimangono lunghe, la durata media è di circa otto minuti ad esclusione di "The Darkness" che si ferma a quasi sei, l'impostazione continua a svilupparsi attorno a un mood scandinavo melodico ben accetto alle mie orecchie, ma che ora più che nel recente passato pare ripetersi con insistenza, il riffing ciclico su cui viene letteralmente installata una vena melancolica pronunciata possiede sì le doti per intrigare, tuttavia risente del fattore déjà vu che dietro l'angolo si cela.

Abbiamo una "Drawn To Descend" che fonde black metal primordiale e atmosferico senza però puntare eccessivamente i piedi, il supporto ambientale la rende comunque più soffice rispetto a una proposta raw, mentre con l'esaltante "Desolate" ci si presenta l'altra faccia della medaglia, quella legata alle sensazioni a pelle con tanto di chitarra acustica ad alleggerire o appesantire se volete il carico, di sicuro c'è che nell'aria si percepisce una rinnovata voglia di sprofondare, d'obliarsi nel mare del nulla.

Tolte queste due Mark diventa sin troppo celebrativo, "Winds Of Forlorn" ha tutte le caratteristiche che hanno fatto del disco precedente un buon lavoro: melodia, un buon assetto nel riffato e soprattutto quel sentore epico a tutto spiano in continua espansione, però, però sì manca qualcosa, la voce pulita e lo spirito windiriano a supporto non incidono comunque quanto potrebbero.

È però ancor più complicato entrare in connessione con la successiva "Drone" che torna a far ronzare con maggior incisività le chitarre ricordando "Desolate", ma non trasportandone lo stesso fardello emotivo, rivelandosi una canzone gradevole e nulla più, mentre è totalmente impossibile farlo con la conclusiva "The Darkness" che vira su un heavy/thrash/black (con tanto di adrenalinico assolo dell'ospite Jason S.) inatteso e completamente disallineato al resto della scaletta. Il pezzo preso da solo non sarebbe neanche male, dovendolo però considerare parte integrante di "Drawn To Descend" lascia l'amaro in bocca.

L'aspetto produttivo non era stato un problema in passto e non lo pare esserlo neanche stavolta, i suoni sono stati ben curati e il risultato finale sembra la testimonianza che dietro al mixer il lavoro sia stato svolto con buona cura e risultato.

Gli Ov Hollowness volevano sorprendere? Ci sono riusciti o meglio di sicuro in parte mi hanno spiazzato, che "The Darkness" sia il segno di un'improvvisa svolta sonora per il progetto di Mark R.? Non lo so, onestamente non lo so, posso solo dirvi che se avete apprezzato "Diminished" troverete anche in "Drawn To Descend" una porzione di ciò che vi è piaciuto, il resto passerà sotto il vostro attento e scrupoloso giudicato e per farlo bisogna comunque ascoltare.

 

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