OVÁTE – Ováte

 
Gruppo: Ováte
Titolo: Ováte
Anno: 2018
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Soulseller Records
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TRACKLIST

  1. Morgenstjerne
  2. Song Til Ein Orm
  3. Illhug
  4. The Horned Forest King
  5. Inst I Tanken
DURATA: 37:19
 

La Norvegia, come spesso capita con certi generi, ci regala una nuova, bella sorpresa: un po' per caso mi ritrovo tra le mani il debutto dei Ováte, band costituita nel suo nucleo principale da due dei turnisti di Hoest nei Taake. Sbagliereste, però, a pensare a questo primo lavoro come a un prodotto di serie B: Aindiachaí, impegnato dal vivo anche con i Gorgoroth e qui in veste di chitarrista e bassista, dimostra di aver fatto tesoro della sua esperienza di un certo spessore e, insieme al batterista Brodd, confeziona un debutto che non pretende di innovare, ma che fa il suo lavoro e anche piuttosto bene.

Il black metal di fronte a cui ci troviamo è tradizionale e ancorato evidentemente agli anni '90, ma beneficia di suoni moderni e di una solidità compositiva invidiabile insieme a ben cinque cantanti ospiti, uno per traccia, tra cui spiccano lo stesso Hoest su "Song Til Ein Om" e V'gandr (Helheim) sull'iniziale "Morgenstjerne". I riff diretti e melodici quanto basta sono l'elemento caratterizzante del lavoro, con brani efficaci e cattivi pur non sfociando nella confusa ferocia tipica delle produzioni di venticinque anni fa e che, anzi, lasciano spazio ad alcune derive ispirate dagli Enslaved degli ultimi tempi, con atmosfere solenni e un cantato profondo e quasi gutturale come nella già citata "Morgenstjerne" e nella conclusiva "Inst I Tanken". Buona anche la prova della sezione ritmica, con il basso sempre pulsante nelle retrovie e una batteria senza fronzoli, alla quale avrebbe forse giovato un po' di varietà in più ma che assolve bene al suo compito.

Nonostante le ultime due tracce perdano un po' di mordente, risultando meno accattivanti di quanto sentito prima, il lavoro degli Ováte è comunque di pregevole fattura, a dimostrazione dell'esperienza maturata alle spalle di artisti simbolo del genere e che in tutta onestà mi ha coinvolto più delle ultime opere della band madre. Un ottimo inizio per cui molti gruppi sarebbero disposti a fare carte false e che ci lascia grandi aspettative per un eventuale seguito.

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