OvO - Ignoto | Aristocrazia Webzine

OVO – Ignoto

Gruppo: OvO
Titolo: Ignoto
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Artoffact Records
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TRACKLIST

  1. La Morte Muore
  2. Distillati Di Tenebre
DURATA: 37:13

Chi ha avuto modo di intersecare i propri ascolti con il percorso creativo di Stefania Pedretti e Bruno Dorella sa che il duo ha fatto di tutto pur di sfuggire a generi ben definiti e facili catalogazioni. Muovendosi sempre tra noise (in senso lato e in senso letterale, proprio come rumore), drone e sperimentazioni varie, gli OvO tagliano il ragguardevole traguardo del decimo album abbracciando questa volta il loro lato più doom: ecco quindi Ignoto, il secondo per l’eclettica Artoffact Records.

Aggiungendosi a una pletora di artisti che negli ultimi due anni, per necessità, ha inglobato nelle proprie opere gli effetti della pandemia, anche l’ignoto degli OvO è quello di una vita sconvolta nei suoi elementi più basilari, l’adattamento a una nuova normalità e il trovarsi faccia a faccia, per i tanti che ci sono passati in prima persona, con una malattia dalle mille incognite. Fattori che hanno influenzato questo disco da diversi punti di vista, come spiegatoci dai due musicisti al Frantic Fest.

Ignoto consta di due brani monstre da quasi venti minuti ciascuno, opportunamente spezzettati per andare incontro alle esigenze delle varie piattaforme e degli ascoltatori. “La Morte Muore” è un pezzo ipnotico, che si apre con una lunga sezione in cui Stefania riprende il vecchio adagio lovecraftiano secondo il quale anche ciò che è eterno non è morto e che anche la morte, datole il tempo necessario, finisce per perire. Un crescendo continuo che passa dal drone a una melodia — per così dire — martellante con un accenno di elettronica, per poi nell’ultimo movimento sfociare in qualcosa di più ritualistico, in termini di ritmiche e di vocalizzi di Stefania.

A questo punto è chiaro che gli OvO, pur avendo definito questo un disco doom, il doom lo fanno assolutamente a modo loro. Bastano pochi secondi di “Distillati Di Tenebre” per portare alla luce il loro lato più ferale e opprimente, che trova nell’essenzialità strumentale e nella voce rabbiosa la propria manifestazione. Per quanto superpaciocchi siano Bruno e Stefania, il disagio è sempre di casa nella musica del duo e l’evoluzione di questo secondo brano passa ancora una volta per ritmi pachidermici fino a spegnersi in una coda rumorosa.

Eccomi quindi a tirare le somme di Ignoto, dopo l’ultimo passaggio degli OvO su queste pagine avvenuto circa sei anni fa con Creatura (abbiamo apprezzato Miasma ma purtroppo non siamo riusciti a scriverne). Essenziali, sanguigni e violenti al punto giusto in un periodo in cui far sentire la propria voce è un dovere: ormai una realtà pluriventennale, nata quasi per caso ma che è un pilastro della scena indie estrema italiana, con ancora tante cose da dire.